English
APRI
Già registrato? ACCEDI o Abbonati
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
25/11/21 17:50

Sono trasporti eccezionali ma anche responsabili quelli del comparto siderurgico

FITE interrompe il blocco spontaneamente anche prima della risoluzione positiva della vertenza in atto. Storti (Trasporti Pesanti): “Abbiamo interrotto lo stato di agitazione e astensione dai servizi, ma adesso urge un tavolo di confronto tra imprese, committenti e istituzioni”

di Angelo Scorza

 

È stato revocato ieri lo stato di agitazione e astensione dai servizi in corso da una decina di giorni presso il comparto dell’autotrasporto di prodotti siderurgici, dopo la clamorosa e a prima vista iniqua misura adottata dal governo poche settimane fa sui limiti di peso accettati secondo il recente DL Infrastrutture, in vigore dall'11 novembre.

A darne notizia a Ship2Shore sono, tra gli altri, Elvezio e Stefano Storti, titolari della Trasporti Pesanti di Piadena (Cremona), una delle maggiore società in Italia che supportano la logistica delle acciaierie, associata a FITE Federazione Italiana Trasporti Eccezionali (a sua volta affiliata a Confetra) diventata rapidamente dalla sua costituzione un punto di riferimento associativo della speciale categoria, che ha diffuso un comunicato stampa al riguardo.

“La modifica dell’art. 10 comma 2bis del Codice della Strada ha improvvisamente determinato una confusione normativa, creando incertezze sulla validità dei permessi in essere e ulteriori disagi (rispetto a quelli già esistenti, come la carenza di autisti e mezzi ad esempio) per le imprese di autotrasporto che così hanno dovuto sospendere l’attività; la modifica infatti ci mette a rischio di chiusura, con conseguente grave impatto occupazionale, non solo per noi autotrasportatori ma anche per le altre imprese della filiera siderurgica” è la premessa della protesta inscenata da FITE, la quale tuttavia ha voluto esprimere il massimo senso di responsabilità in una fase così delicata per tutto il Paese. “La revoca del blocco confida in una auspicata urgente politica di confronto – fra vettori, committenti e istituzioni – cui è propedeutico il rapido avvio di un tavolo tecnico a tre con l’obiettivo primario di poter operare in condizioni agevoli e organizzate al più presto” conclude la nota, lanciando tuttavia un monito inequivocabile al potere legislativo. “Ogni decisione che verrà assunta dal legislatore sarà valutata attentamente per evitare ulteriori disagi e difficoltà a tutta la filiera”.

Ma non è stata solo FITE, peraltro, a partecipare alla manovra di sciopero indetto a partire dalla mezzanotte del 14 novembre (e fino alla risoluzione positiva della vertenza in atto, si anticipava) da una “categoria costretta ad astenersi dal servizio, salvaguardando i committenti, i caricatori e tutta la filiera del trasporto”, perché ad esso si sono allineati praticamente tutti i membri associati alle altre due ‘targhe datoriali – ma pare anche quelli non iscritti ad alcuna associazione ufficiale – ovvero la primigenia AITE Associazione Italiana Trasporti Eccezionali e la territoriale TEA Trasportatori Eccezionali Associati, per una volta una voce non fuori dal coro, ma anzi apparente apripista dell’iniziativa.

I motivi della ruvida presa di posizione sono arcinoti: il DL Infrastrutture, approvato il 4 novembre in Senato e convertito in legge il 9 novembre, ha ridotto il limite di peso dei trasporti eccezionali – fatto salvo il caso che si trasporti un unico pezzo indivisibile – rispetto a quanto già in vigore, introducendo la categoria delle 5 assi e unificando quella delle 6-8 assi, riducendo così la massa per i complessi di veicoli a 8 assi dalle 108 a 86 tonnellate, come segue: limite di 38 tonnellate per i veicoli isolati a 3 assi (come già stabilito); limite di 48 tonnellate per i veicoli isolati a 4 assi (come già stabilito);  limite di 72 tonnellate per i complessi di veicoli a 5 assi (novità); limite di 86 tonnellate per i complessi di veicoli a 6 o più assi (come già stabilito per le 6 assi, ridotto di 22 tonnellate per le 8 assi).

TAG : associazioni
Stampa