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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/09/19 14:23

Si arresta lo shift modale sulle Alpi svizzere

La quota del trasporto ferroviario resta stabile (circa 71%), mentre nel complesso i traffici transalpini calano di circa il 3,3% nel primo semestre dell'anno

Cala il traffico merci attraverso le Alpi svizzere. A renderlo noto è Ufficio federale dei trasporti (UFT) elvetico, in un rapporto che fa il punto sui volumi trasportati nel primo semestre del 2019. Nel complesso il traffico transalpino attraverso la Svizzera, movimentato via camion o ferrovia, è stato nei sei mesi di 19,8 milioni di tonnellate di merce, il 3,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018, con un calo che nel dettaglio è stato dell'1% nel primo trimestre e si è appesantito nel secondo arrivando a segnare un -5,6%. Una tendenza che l'analisi riconduce principalmente all'andamento dell'economia in particolare in Italia e in Germania, paesi in cui si evidenzia “una produzione industriale in calo, soprattutto per quanto concerne i beni d'investimento e intermedi”.

La flessione ha interessato sia il traffico via strada che quello su ferro. Se il primo registra il valore inferiore toccato dal 1999 (465 000 mezzi pesanti, ossia il 2,5 per cento in meno rispetto al primo semestre 2018, con volumi in diminuzione al San Gottardo e al San Bernardino e in aumento al Sempione e al Gran San Bernardo), hanno invece viaggiato su treno merci per 14 milioni di tonnellate (-3,7% sul primo semestre 2018, 500.000 tonnellate in meno in valore assoluto). Declino che secondo l'UTF si deve in parte anche alla presenza di lavori sull'asse del San Gottardo.

Nell'insieme il traffico ferroviario continua dunque a rappresentare la grande maggioranza dei volumi movimentati complessivamente (il 70,7%; nel primo semestre 2018 la 'fetta' era del 71%). Una sostanziale stabilità che però indica anche un arresto al processo dello shift modale, come peraltro già osservato lo scorso anno. Al riguardo l'UTF ha ricordato che in autunno il Consiglio federale adotterà il rapporto sul trasferimento del traffico 2019, in cui in particolare è prevista l'adozione di un pacchetto di misure tra le quali “la riduzione dei prezzi delle tracce per i treni merci e l'introduzione di uno sconto speciale per quelli lunghi, nonché la proroga della concessione di contributi d'esercizio agli operatori del trasporto combinato, attualmente limitata fino al 2023”.

Quanto all'andamento dei traffici transalpini nella seconda parte dell'anno, dal momento che le previsioni sullo sviluppo economico dell'Unione Europea e dell'Eurozona sono improntate al pessimismo e indicano una crescita negativa, mentre per la Svizzera gli economisti si aspettano una leggera crescita”, l'UTF dice di non attendersi “forti aumenti del volume complessivo”, tanto che a fine anno “sia il comparto ferroviario ma anche quello stradale risulteranno molto probabilmente in calo”.

 

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