APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
14/09/18 08:42

Serve più trasporto su ferro nella logistica italiana

Secondo Contship Italia l’e-commerce può avere un ruolo nel contribuire all’efficientamento dell’industria nazionale dei trasporti

Oceanogate Italia container train (Sogemar - Contship Italia) in Melzo NC 0083

“Il boom dell’e-commerce potrebbe essere l’occasione giusta per costruire e organizzare in modo strategico il sistema logistico italiano”. Lo sostiene in un documento appena pubblicato il gruppo Contship Italia, uno dei maggiori player in Italia nel terminalismo portuale, nel trasporto ferroviario merci e nella logistica. A proposito delle vendite online (che in Italia a luglio secondo l’Istat sono cresciute del 13,6% rispetto a un anno prima) l’approfondimento pubblicato sulla rubrica Contship Window sostiene che “per supportare la crescita dell’economia italiana, che fa ancora molto leva sulle attività di import ed export, è necessario un network logistico il più possibile capillarizzato ed esteso in modo strutturato. La digitalizzazione, l’e-commerce e il bisogno di operare in modo sostenibile sono alcuni dei fattori che stanno guidando il cambiamento delle catene logistiche mondiali” e “l’Italia ha la possibilità di cavalcare l’onda dello sviluppo facendo leva proprio sull’intermodalità”. In pratica più treno e meno trasporto su gomma.

Oggi nel nostro Paese, secondo quanto mostrano le statistiche del Centro studi di Confetra, le modalità di trasporto più utilizzate da produttori, importatoti ed esportatori, rimangono quelle su gomma o per via aerea. Il trasporto su gomma in entrata e in uscita dai confini nazionali è aumentato dal 5 al 10% dal 2016 al 2017, i volumi trasportati per via aerea sono sopra i livelli pre-crisi, mentre il trasporto su rotaia sta raggiungendo i livelli del 2007. Tuttavia, il trasporto via ferrovia deve crescere ancora per raggiungere i livelli degli altri Stati membri dell’Ue, nonostante sia già in costante crescita dal 2013.

Contship Italia, che questa settimana era in missione a New York con l’Autorità di sistema portuale di La Spezia per presentare l’eccellenza portuale italiana, sul fronte del trasporto intermodale cerca di fare la sua parte e recentemente ha raddoppiato i collegamenti ferroviari da Melzo con la Svizzera verso Niederglatt e Frenkendorf. Non è l’unica perché in queste settimane sono molti i servizi ferroviari merci che vengono aperti e potenziati in giro per l’Italia. Dai porti di Genova e di Savona sono pronti a partire ad esempio nuovi treni container diretti verso nord: dal Reefer Terminal di Vado Ligure verso Rivalta Scrivia (e forse in futuro verso Mondovì) e dal Voltri Terminal Europa di Genovà Prà ripartirà a breve, dopo molti anni di assenza, un collegamento diretto con la Svizzera (Basilea). Sempre da Melzo è stato inoltre attivato un nuovo treno merci con la Baviera mentre dal porto di Trieste sono stati aumentate a sei le frequenze settimanali del treno che collega lo scalo con Monaco. È notizia di questa settimane, inoltre, che l’operatore elvetico Hupac da ottobre incrementerà la frequenza dei suoi collegamenti transalpini fra Novara e il porto belga di Zeebrugge e fra Busto Arsizio e Köln Nord.

Ciò nonostante Contship sottolinea che per sostenere il passaggio della merce dalla gomma alla rotaia “sono tuttavia necessari incentivi specifici e agevolazioni fiscali, che ad oggi sono accessibili a chi trasporta su gomma, ma non a chi offre servizi di trasporto misto gomma e rotaia. L’Italia ha introdotto un nuovo programma che va a sostenere e supportare il trasporto su rotaia, la cosiddetta ‘cura del ferro’, ma con un impatto ancora poco misurabile, a causa di pressioni esercitate dalle industrie concorrenti”. La società controllata dal gruppo tedesco Eurokai precisa infine nel suo documento che “la posizione geografica dell’Italia offre immense opportunità in termini di soluzioni di import/export competitive, sfruttando tra le altre opzioni quella della southern gateway, che può portare beneficio non solo alla penisola, ma anche alle regioni dell’Europa centrale. L’Italia sembra essere sul binario giusto e l’intermodale è ciò su cui è necessario far leva per favorire uno sviluppo costante e sostenibile”.

N.C.

Stampa