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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/05/20 15:30

Sempre fermo lo shift modale sulle Alpi svizzere

Nel 2019 la quota del trasporto ferroviario è rimasta stabile intorno al 70%, ma nel complesso i traffici risultano in calo del 4,6%

In linea con la tendenza osservata già alla fine del primo semestre, anche l'intero 2019 del traffico transalpino 'a cavallo' della Svizzera si è chiuso con volumi in calo e una sostanziale stabilità tra le modalità di trasporto di strada e ferrovia.

Alla conclusione arriva il report elaborato dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT) della Confederazione, che imputa la flessione generale alla congiuntura economica vissuta dai paesi interessati dai transiti, e in particolare dall'Italia.

Nel dettaglio, le merci che hanno attraversato le Alpi sono state complessivamente pari a 37,8 milioni di tonnellate, ovvero il 4,6% in meno rispetto al 2018 (per un valore assoluto di 1,8 milioni di tonnellate di calo), con il decremento che si è accentuato nella seconda metà dell'anno (passando da un -3,3 a un -6%) e si è ripartito in modo 'equo' tra strada e ferrovia.

Il numero di veicoli pesanti transitati è infatti calato a 898mila unità, ovvero 43mila in meno rispetto al 2018 (-4,6%), con una flessione che in particolare è stata del 6,7% nel secondo semestre dell'anno, e questo nonostante negli ultimi sei mesi, a detta dello stesso report, vi siano state "poche limitazioni, con singole chiusure causate da incidenti o cantieri". In termini di tonnellate il livello del calo è stato simile, e pari al 4,8%.

Il traffico ferroviario, da parte sua, è stato pari a 26,6 milioni di tonnellate (ovvero 1,3 milioni in meno rispetto al 2018, pure pari al -4,6%). Nel secondo semestre in particolare il calo si è acuito ed è arrivato a toccare il -5,6%, dal -3,7% registrato nei primi sei mesi del 2019. Un andamento che pure, secondo l'UFT, è riconducibile alla debole situazione congiunturale, ma anche "all'affidabilità tuttora insufficiente del traffico merci su rotaia lungo il corridoio Reno-Alpi" così come a "numerosi ulteriori eventi speciali, quali il lungo sciopero in Francia".

La ripartizione del traffico, come anticipato sopra, è rimasta pressoché invariata rispetto al 2018, con la ferrovia che ha infatti mantenuto una quota del 70,5% e lo shift modale che non ha dunque fatto passi in avanti rispetto ai periodi precedenti.

Sostanzialmente invariate anche le quote di mercato delle imprese ferroviarie attive su quelle tratte. Al primo posto, in termini di tonnellate, resta SBB Cargo International (in cui sono partner SBB Cargo e Hupac, rispettivamente con il 75 e il 25%) che scende dal 40,5% al 39,5%, seguita da BLS che passa dal 27,6% al 28,1%, e da SBB Cargo, che perde due punti percentuali e va dal 25,6 al 23,6%. Distanziata, in quarta posizione, DB Cargo, che aumenta la sua quota (dal 3,1 al 5,6%), mentre al quinto posto c'è la controllata di FSI TX Logistik, che dal 2,3 sale al 2,5%.

F.M.

TAG : Ferrovie
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