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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/05/18 12:55

Quel ‘filo-rosso’ tra Italia e Cina

Dalla logistica alla meccanica, sempre più casi virtuosi di collaborazione tra aziende dei due Paesi

Dal 2000 ad oggi, sono più di 250 i gruppi cinesi e di Hong Kong che hanno investito nel nostro Paese. Nella stragrande maggioranza dei casi (90%) l'investitore cinese ha il controllo: il 70% sono investimenti greenfield, il 30% acquisizioni (il 60% da italiani e il 40% da precedenti investitori stranieri). Per funzionare, questa integrazione tra aziende italiane e cinesi deve essere culturale, prima ancora che aziendale. Ci sono molti casi di successo che hanno seguìto questo percorso e ancora più opportunità per le aziende italiane che vorranno seguirlo, grazie a operatori in grado di facilitare le relazioni tra due mondi destinati ad essere sempre più in contatto nei prossimi anni. Sono stati questi gli argomenti al centro del convegno organizzato, recentemente, da Tuvia Italia - Kerry Logistics e Fondazione Italia Cina, con il sostegno della Camera di Commercio Italo Cinese, dal titolo ‘The Value of Fusion: l'importanza della cooperazione nelle relazioni economiche tra Italia e Cina’, nella prestigiosa cornice della Sala Tiepolo di Palazzo Clerici, a Milano, davanti ad oltre un centinaio di imprenditori italiani e cinesi.

L'evento si è focalizzato sulle interazioni tra imprese italiane e cinesi al tempo del rilancio della Via della Seta e sui percorsi di fusione, non sempre facili, in un momento storico che vede la Cina impegnata in una nuova stagione di globalizzazione e di passaggio dalla quantità alla qualità, come prevede il ‘New Normal’.

Il grande paese sta infatti affrontando una profonda transizione, che la porterà ad essere un'economia avanzata e basata in particolare su consumi, servizi e innovazione; un percorso di trasformazione cruciale per rilanciare il tessuto industriale cinese e che si annuncia stabile e continuo con una presidenza di lunga durata, quale si annuncia essere quella di XI Jinping.

Oggi la Cina offre ancora molteplici opportunità agli investitori italiani, ma rispetto al passato richiede una maggiore conoscenza delle dinamiche settoriali e locali in vista dell’ingresso nel mercato: in particolare quella della costante crescita dei consumi e quella della crescita del livello tecnologico, come previsto dal piano Made in China 2025.

Nelle due sessioni i partecipanti hanno parlato di storie di successo di integrazione tra società italiane e cinesi, e hanno discusso delle opportunità economiche in Cina per le aziende italiane. Oltre alle opportunità, ci sono anche ostacoli; la cooperazione risulta essere la pietra miliare affrontarli e gradualmente superarli.

Tuttavia, la stessa da sola non basta, le aziende italiane devono mettere in conto anche investimenti e perseveranza in una logica a medio-lungo termine. Ci vuole spesso del tempo per costruire un partenariato di fiducia, e per capire i diversi modi di fare business con i Cinesi.

 

Il caso: Kerry Logistics mette le mani su Tuvia

 

La sfida dei prossimi decenni - emersa dalla conferenza milanese - unirà l'eccellenza e la qualità italiane alla domanda di produzione e consumo in Cina. L'obiettivo è raggiungere una cooperazione che porti ad un'apertura reciproca dei mercati basata su regole e sul rafforzamento delle reciproche potenzialità attraverso una vera integrazione non solo economica, ma anche culturale.

Per quanto riguarda il successo dell'integrazione tra aziende italiane e cinesi, il caso di Tuvia Italia-Kerry Logistics si dimostra emblematico.

Tuvia Italia SpA, un'azienda internazionale e dinamica ma con una solida struttura familiare alle spalle, è stata acquisita lo scorso maggio da Kerry Logistics Network Limited, uno dei maggiori fornitori di servizi logistici asiatici, come parte della sua strategia di crescita nel vecchio continente. “Entrare a far parte del network globale di Kerry Logistics ha avuto una risposta immediata e positiva sul mercato e dai nostri partner strategici; i logistici, le compagnie marittime e le compagnie aeree hanno capito immediatamente il potenziale impulso che la sinergia di queste due realtà ha creato. L'effetto principale è stato un aumento significativo della reputazione e dell'affidabilità aggiunto a una base di credibilità già eccellente, che la rende forza trainante per un processo di crescita già in atto” ha detto Alessandro Canese, Amministratore Delegato, Tuvia Italia.

“L'aggiunta di Tuvia Italia alla nostra rete ci consente di sfruttare i reciproci punti di forza competitivi e offrire nuove opzioni e soluzioni multimodali convenienti ai nostri clienti. Ci impegniamo a coniugare il know-how specifico di ogni singolo Paese europeo con la nostra presenza globale e l'infrastruttura logistica in Asia, consentendo un facile accesso al mercato asiatico; questo è il motivo per cui stiamo lavorando il più vicino possibile ai nostri clienti, per capire e soddisfare i loro requisiti” ha commentato Thomas Blank, Managing Director of Europe, Kerry Logistics, gruppo che ha progressivamente aumentato la sua presenza in Europa con acquisizioni in Spagna e Germania e un nuovo ufficio a Varsavia, in Polonia, nel 2017.

Fondata nel 1986, con sede centrale a Milano e uffici a Verona, Venezia, Trieste e Nerviano, Tuvia Italia gestisce oltre 43.500 m² di impianti logistici, ed è un operatore logistico che offre servizi di spedizione internazionale, logistica integrata, logistica per fiere ed eventi, logistica per e-commerce e a supporto di grandi progetti industriali.  A maggio 2017 Tuvia Italia è diventata membro di Kerry Logistics, operatore logistico globale con sede centrale e ampio network in Asia, che vanta oltre 1.000 presidi in 51 Paesi e territori e gestisce 4.460.000 mq di infrastrutture logistiche in tutto il mondo, fornendo ai clienti un servizio affidabile e flessibile per favorire la loro espansione e la loro crescita nel lungo termine. Kerry Logistics Network Ltd è nella lista Main Board della Borsa di Hong Kong ed membro selezionato dell’indice di sostenibilità aziendale di Hang Seng 2016-2017.

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