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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/03/20 12:37

Per Mercitalia l'effetto coronavirus vale il 20% dei traffici

Legnani (Fercargo): al momento per noi volumi stabili, auspichiamo in questo momento di crisi si colgano le opportunità offerte dal trasporto ferroviario

di Francesca Marchesi

L'emergenza coronavirus ha causato una flessione del 20% del trasporto su ferro delle merci, perlomeno di quello gestito da Mercitalia. Lo ha dichiarato la società all'agenzia Nova, precisando anche che la riduzione – riscontrata, si suppone, nelle ultime settimane e a queste riferibile - è frutto principalmente della chiusura di alcune fabbriche, della mancanza di autisti di camion, con la conseguente diminuzione delle attività di primo e ultimo miglio, e in maggior misura del rallentamento nell'arrivo di flussi di navi dalla Cina. Come noto l'azienda, parte del gruppo FS, gestisce poco più del 50% del traffico merci ferroviario sul territorio nazionale e circa il 30% di quello internazionale, mentre le 'fette' restanti sono in carico agli operatori 'non FSI', aderenti a Fercargo.

"Ad oggi le aziende associate – riferisce il presidente dell'associazione, Luigi Legnani - non stanno riscontrando cali, la domanda tiene. Ho notizia di qualche servizio perso ma anche di qualcuno guadagnato, ovvero di caricatori che viste le difficoltà del trasporto su strada si stanno riversando sulla ferrovia, in particolare per destinazioni internazionali". Questo in particolare è stato osservato sull'asse del Brennero, dove il trasporto su ferro ha giovato all'inizio dell'anno delle limitazioni al traffico stradale imposte dall'Austria e poi, appunto, dell'effetto coronavirus. "Continuiamo a monitorare la situazione, ma dobbiamo evidenziare che ad oggi parte dei volumi trasportati dai siti produttivi italiani sono ancora scorte di magazzino, esaurite queste si vedranno gli effetti reali dei cali della produzione, sui quali ovviamente saranno determinanti eventuali ulteriori stop stabiliti dal governo. Ciò detto la rete, seppur con qualche possibile ritardo su casi specifici è attiva e, anzi, beneficia del fatto che può utilizzare tante tracce lasciate libere dal trasporto passeggeri" conclude Legnani.

Mentre attende di vedere quale sarà il vero impatto del coronavirus sui traffici- a questo proposito, l'associazione nei giorni scorsi ha lanciato diversi appelli per evidenziare come il trasporto intermodale in questo momento di forte criticità possa rappresentare un asset non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa.

In particolare la richiesta avanzata in questi giorni ai ministri dei trasporti del Vecchio Continente attraverso Forum Fercargo è quella di imparare dall'esperienza che l'Italia ha maturato in questi giorni e introdurre regole omogenee per favorire l'intermodalità ferroviaria. La quale offre diversi vantaggi che possono rivelarsi decisivi in una crisi come quella che si genera da una pandemia. Come ampiamente ricordato nel documento, in sintesi: si tratta di un sistema di trasporto che limita la circolazione delle persone, è facilmente controllabile, permette di percorrere lunghe distanze con un ridotto impiego di personale (macchinisti) e può integrarsi con il trasporto stradale per i tragitti verso il punto di ritiro o consegna dell’unità. La richiesta avanzata agli esecutivi è di garantire l'infrastruttura ferroviaria lungo le principali direttrici europee, ovvero "Gottardo, Brennero, i grandi porti e i grandi terminal intermodali". In particolare questi ultimi secondo l'associazione devono essere considerati come nodi strategici e quindi tutelati con "processi di lavoro improntati alla massima sicurezza, se necessario sotto il controllo della Protezione civile o dell’Esercito". Tra le iniziative di supporto, Fercargo ha elencato: il definire la circolazione dei treni merci come prioritaria per tutti i paesi, l'introduzione di deroghe alle restrizioni di transito e controlli semplificati alle frontiere, di deroghe alle regole di sosta dei veicoli nei terminal, la riduzione o esenzione dei costi tracce ed energia elettrica, l'incentivazione dell’intermodalità (es. Ferrobonus), sostegni per le imprese che riscontreranno  diminuzione del fatturato, sostegno ai terminali con esenzione o estensione dei termini di pagamento di tasse.

Gli stessi sono stati anche oggetto, qualche giorno prima, di una lettera aperta indirizzata ai rappresentati delle istituzioni italiane ed europeee, della Fercargo era stata tra i firmatari insieme alle italiane Anita, Assoferr, Assologistica, Asstra, SOS Logistica, UIR e ai consessi europei ESC, ERFA, NEE e UIRR.

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