APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
28/02/19 14:09

Parla russo in tre lingue la colonna portante ferroviaria della Nuova Via della Seta, che strizza l’occhio all’Italia

Al Transpotec 2019 di Verona la società russo-bielorusso-kazaka UTLC circostanzia la forte crescita del trasporto di container sull’asse ferrato euro-asiatico presentando l’indice di misurazione ERAI. Il Presidente Grom: “Manca un treno diretto con l’Italia, ma stiamo negoziando con un grosso operatore tedesco; però occorre trovare un partner italiano”.

dal nostro inviato

 

Verona – Sembrerebbe quasi avere qualche ascendente di origine latino-mediterranea, se non addirittura partenopea (anche nel gesticolare), l’ingegnere ferroviario Alexey Grom, entrato nel team della nuova società tri-nazionale UTLC United Transport and Logistics Company - Eurasian Rail Alliance (UTLC ERA) nel 2014, ed ora diventato numero uno della società che raduna le ferrovie nazionali della Russia, Bielorussia e Kazakistan (soci paritetici al 33,3% dall’aprile 2018), impegnatissima nell’offensiva sul traffico afferente la Nuova Via della Seta.

Al Transpotec 2019 di Verona il Chairman di UTLC si è presentato alla stampa con una carica di simpatia empatica ed una verve dialettica davvero inusuale per chi conosce un poco il management delle società statali di Mosca, abituati da decenni di cultura politica ancora retaggio dei tempi sovietici a mantenere un profilo basso, senza uscire mai dai ‘binari’ (è il caso di dirlo, trattandosi di ferrovie), e a volte persino preferendo rifugiarsi nella più sicura lingua nazionale per le dichiarazioni ufficiali, lasciando all’interprete di turno l’onere di rendere al meglio il pensiero russo nella lingua inglese.

Laureato presso la Russian University of Trasport (MIIT) nel 1993 e alla Stockholm School of Economics nel 2004, Grom ha lavorato in numerose aziende di logistica e trasporti in Russia e all'estero, ricoprendo cariche di sempre maggiore responsabilità in aziende quali LLP Sistema, CJSC Transcom, CJSC YUKOS-Transservice, PJSC TransContainer, CJSC Russkaya Troika, OYI Nurminen Logistics (Finlandia), prima di entrare nell’allora JSC UTLC (oggi UTLC ERA) da primo vicedirettore generale nel 2014, diventandone presidente nel 2016.

Spazzando via lo stereotipato clichè da nomenclatura di paludati manager poco inclini al sorriso e soprattutto abbottonati nei commenti, Grom ha esordito stendendo, con abile esercizio di captatio benevolentiae, un elogio all’Italia – e certamente per uno straniero ci vuole poco ad innamorarsi del Belpaese – ma soprattutto condendo con un pizzico di ironia il suo speech per nulla preparato a tavolino.

“Tre cose uniscono le tre nazioni che costituiscono l’alleanza UTLC, oltre ai sacri valori della famiglia, ovviamente: le ferrovie, il bere e il calcio”. A proposito di quest’ultima passione, il manager ha ricordato il successo del torneo di calcio giovanile che da un paio di anni la società organizza ad agosto invitando rappresentative di 8 paesi che fanno parte del core business di UTLC: oltre a Russia, Bielorussia e Kazakistan, Giappone, Cina, Francia Germania e naturalmente Italia, lo scorso anno rappresentata dalle giovanili della Roma e nel 2019 da quelle dell’Inter.

“Anche questo, il linguaggio globale di uno sport popolare come il football, è un modo per rafforzare la coesione euro-asiatico che vogliamo portare avanti” ha ricordato Grom, grande appassionato della sfera di cuoio e lui stesso giocatore in gioventù di una delle squadre di Mosca, neanche a dirlo del Lokomotiv, che come si evince dal nome stesso rappresenta le ferrovie RZD.

“La nostra triplice unione ferroviaria ha un vantaggio competitivo: siamo molto diversi nelle tradizioni ma il loro mix produce un cocktail ideale il cui tesoro comune è proprio l’asset ferroviario. E i risultati si vedono: lo scorso anno abbiamo raddoppiato il numero di container trasportati fra Europa e Cina, e l’intenzione è quella di espanderci. Già nel 2017 abbiamo fatto un treno pilota dalla Cina al Regno Unito, e nel 2019 il focus sarà sulla ‘Vecchia Europa’. In particolare vorremmo avere al più presto un collegamento con il vostro Paese, purtroppo ci manca ancora un treno diretto con l’Italia, ma ci stiamo attrezzando con un progetto pilota da Milano e da Melzo. Il nostro obiettivo – ha confessato a Ship2hore l’executive moscovita, messo alle strette sull’argomento – è molto ambizioso; altro che 1 treno alla settimana, ne vorremmo 1 al giorno!

Ma non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere, perché esiste un gap culturale da colmare; non è facile convincere i clienti tradizionali delle altre modalità di trasporto a cambiare mentalità, specie quelli che usano le navi, con le quali ovviamente non siamo in concorrenza, visto che i volumi che può fare la ferrovia sulla tratta Europa-Cina valgono un’inezia rispetto al marittimo: poco più di 370 mila TEUs noi, 23 milioni di TEUs loro. Il trasporto ferroviario deve essere complementare a quello marittimo, e affidarsi al valore aggiunto che offre in termini di velocità, affidabilità e prezzi competitivi in ragione dei precedenti parametri.

Peraltro noi siamo pronti a trattare con qualunque tipo di operatore, dialoghiamo con chiunque: autotrasporto, ferrovie, spedizionieri, compagnie di navigazione. In Italia abbiamo già avviato collaborazioni e trattative con Mercitalia e anche con Hupac e DB Cargo.

In particolare, stiamo negoziando con un grosso operatore tedesco per questo nuovo servizio, ma occorre trovare un partner italiano, da questi preteso”.

Grom individua il maggiore ostacolo tecnico in un problema di compatibilità dimensionale. “Noi possiamo formare treni lunghi 3 km, ma le ferrovie europee non potrebbero mai movimentarli. Inoltre ravvisiamo un serio problema burocratico; noi siamo abituati a dialogare con un solo interlocutore per paese, ma qui in Italia le competenze sono tutte divise tra slot sulla rete, locomotori, treni e vagoni. Metterli insieme tutti diventa un rompicapo, quasi un puzzle, ci sono troppi stakeholders da mettere insieme.

Ma anche a costo di farci venire il mal di testa, non ci arrendiamo di certo di fronte a questa situazione un po’ confusa per noi russi, e con ostinazione ne verremo a capo, anche utilizzando l’intermodalità. Per esempio i container italiani viaggiano con 3 treni al giorno da Verona a Rostock e di qui possono imbarcare”.

In attesa di completare il mosaico per avviare questo nuovo collegamento, UTLC si consola coi buoni risultati fin qua raggiunti.

“Sulla nostra tratta da 5.500 km, che va dal confine cinese a quello polacco, dove subentrano gli altri due scartamenti ferroviari, abbiamo un volume di 370 mila TEUs già oggi, ma il target ambizioso è quello di arrivare a 1 milione di TEUs nel 2025, quando confidiamo di avere quasi un treno ogni ora”.

 

Angelo Scorza

 

 

La novità ERAI: il valore container trasportati su rotaia tra l'UE e la Cina ‘messo all’indice’

 

I progressi registrati dallo schema strategico impiantato da UTLC sono stati radiografati con procedura originale, mettendo a punto un indice che registra le performance nel valore dei container trasportati fra i due poli della Nuova Via della Seta.

“Non è stato facile mettere a sistema tutti i valori per avere dati oggettivi, abbiamo dovuto superare molte barriere, ma il risultato è soddisfacente” afferma Alexey Grom nell’illustrare l’Eurasian Rail Alliance Index (ERAI), sviluppato congiuntamente dalla UTLC United Transport and Logistics Company - Eurasian Rail Alliance (UTLC ERA) e dalla società Infraone (Russia).

ERAI è un indice che determina il valore del trasporto di container merci su rotaia tra l'Unione Europea e la Cina lungo il corridoio ferroviario eurasiatico nei territori di Russia, Kazakistan e Bielorussia.

L'unità utilizzata è USD/FEU (unità equivalente a 40’) e l'indice è calcolato sulla base di diversi fattori, tra cui: il livello delle tariffe merci delle Ferrovie Russe, delle Ferrovie Bielorusse e delle Ferrovie del Kazakistan per il trasporto ferroviario di container; il livello delle tariffe per l'utilizzo di vagoni per il trasporto di container; il costo dei servizi presso i terminal per container; il tempo e la velocità del servizio di trasporto fornito.

Analogo agli SCFI e WCI, questo indice complesso in grado di determinare il valore dei trasporti lungo il corridoio Euroasiatico nei territori di Russia, Kazakistan e Bielorussia supporta le aziende italiane ed europee nel calcolo automatico del costo del trasporto merci tra la Cina e l'UE.

ERAI è stato ideato affinché tutti i paesi del corridoio euroasiatico coinvolti negli scambi commerciali Est-Ovest e viceversa possano beneficiarne in egual misura. Non a caso l'Italia è stata scelta per la sua prima presentazione in Europa – esattamente alla fiera Transpotec 2019 di Verona - alla luce del solido rapporto fra la società UTLC ERA e i suoi partner italiani.

UTLC ERA gestisce e pubblica ulteriori sottoindici che servono da guida ai prezzi per il trasporto ferroviario dei container da Ovest a Est (e viceversa) denominati Index ERAI U EAST e Index ERAI U WEST.

 

 

Quasi un boom di container sulla Nuova Via della Seta in attesa del (primo) Milione di UTLC

 

Se il veneziano Marco Polo nel XIII secolo aveva in mente di scrivere il suo Milione per trasmettere la propria esperienza cinese lungo la storica Via della Seta, otto secoli dopo il moscovita Alexey Grom ha maturato quasi ‘una fissa’ per un altro Milione (di TEUs) da cogliere lungo la Nuova Via della Seta.

Di fatto il trasporto container su questa direttrice sta registrando una forte crescita: nel 2018 il volume delle merci consegnate tra la Cina e l'Europa è aumentato del 35% rispetto al 2017, ammontando a oltre 370.000 TEUs.

“Questo dato mostra come i treni merci diretti verso la Cina rappresentino un’opportunità commerciale anche per le aziende italiane” spiega Grom, a capo di UTLC ERA che gestisce oltre il 70% del trasporto delle merci in transito su treni container di linea sulla ferrovia a scartamento largo 1520 tra la Cina e l'Europa e viceversa, ovvero ‘fatturando’ circa 280 mila TEUS nel 2018.

La società impiega 5 giorni e mezzo per lo spostamento delle merci su una tratta di 5.430 km.

“Oggi la movimentazione merci su container è il segmento del mercato del trasporto ferroviario più giovane e, al tempo stesso, in più rapida crescita” dichiara il presidente di UTLC ERA. “Il potenziale di questo settore rimane enorme: dei 23 milioni di TEU all'anno che vengono consegnati in Europa dai Paesi della regione Asia-Pacifico (e in direzione opposta) via mare, fino al 10%, ovvero oltre 2,3 milioni di TEUs potrebbe essere consegnato attraverso le ferrovie euroasiatiche. Il nostro obiettivo strategico è quello di raggiungere il traguardo del mezzo milione di container trasportati sulle nostre rotte a breve, e ambiziosamente 1 milione entro il 2025, mantenendo la nostra quota parte che attualmente supera i due terzi del mercato” conclude Grom, che lo scorso aprile ha siglato a Milano un Memorandum of Understanding (MoU) con Mercitalia Rail al fine di sviluppare il trasporto integrato di container merci sull’asse Europa-Cina; in base all’intesa UTLC ERA fornisce servizi logistici e ferroviari per il trasporto di container merci sulla tratta Dostyk/Altynkol-Brest/Kaliningrad, mentre Mercitalia Rail si occupa del trasporto merci su rotaia nel territorio dell'UE.

Nell'ambito di un piano di sviluppo del trasporto multimodale UTLC ERA, insieme ai suoi partner DB Cargo, PKP Cargo, Mercitalia, Forwardis, Rail Cargo Austria, Belintertrans-Germany GmbH, China Railway Container Transport Corp. Ltd. e Europort, a partire dal novembre 2018 ha inviato treni pilota dal porto di Kaliningrad (Russia) che passano da Dostyk (Kazakistan) e giungono a Chengdu (Cina), con frequenza ideale di 6 treni al giorno.

UTLC ERA gestisce 4.000 vagoni per il trasporto di container, di cui l'85% con lunghezza 24 metri; oggi ogni giorno fino a 15 treni container di UTLC ERA iniziano il loro viaggio sulla ferrovia a scartamento largo 1520 tipica dei paesi ex sovietici. Le principali merci trasportate sono costituite da materiale elettrico e informatico nell’import europeo; impianti e macchinari industriali, metalli ferrosi, automobili e pezzi di ricambio nell’export europeo.

L'utile netto societario nel 2017 (secondo le norme contabili russe) è stato di 8,27 miliardi di rubli, pari a 109 milioni di euro; i ricavi sono stati di 13,9 miliardi di rubli, pari a 183,23 milioni di euro. 

 

A.S.

Stampa