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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/09/18 16:50

Multitrax adesso è multitask

L’azienda cremonese, da due decenni specializzata nel commercio internazionale di rimorchi e semirimorchi, ha ampliato la gamma di attività

Cremona – Il DNA resta quello di un’azienda familiare, così come fu fondata oltre due decenni fa; ma i connotati esterni sono stati progressivamente modificati, con un processo a step che lo stesso titolare, esponente della seconda generazione, racconta a Ship2Shore.

Alberto Maggi, entrato nella società di famiglia del 2004, è fratello di Andrea, con delega alla parte commerciale, entrato nel 2001, ed entrambi sono figli di Rinaldo, fondatore nel 1996, mettendo a frutto una lunga esperienza presso la Piacenza Rimorchi, e venuto a mancare nel 2009.

“Da sempre commercializziamo solo rimorchi e semirimorchi, in esclusiva sul mercato italiano, per case estere” esordisce l’imprenditore cremonese, ricordando la figura paterna: “Dopo una ‘vita’ da dipendente, nostro padre avvertì una nuova esigenza del mercato di avere prodotti di gamma diversa e così decise di valorizzare il suo rapporto personale con Feldbinder (FFB), leader mondiale nella produzione di cisterne, e con l’altro grande produttore tedesco Kögel; la nostra società si mise così in grado di offrire un servizio differenziato, di maggiore qualità che giustificava prezzi mediamente più elevati, ad un mercato che per l’80% aveva una matrice nazionale”.

La prima grande svolta avviene nel 2006, quando si avverte una nuova esigenza che postula un cambio di strategia aziendale, con l’obiettivo di offrire alla clientela la massima flessibilità, perché c’è bisogno di offrire veicoli di tipologia diversa al medesimo cliente.

A quel punto i due fratelli Maggi ampliano la gamma di industrie rappresentate estendendo agli olandesi di D-Tec (nel 2007), ai tedeschi di Doll, agli altri olandesi di Kraker ed ai francesi di Benalu.

Peraltro non varia il rapporto con queste imprese: “abbiamo solo partnership di lungo periodo e con esclusiva assoluta sul mercato italiano. Siamo un ‘one-stop-shop’: gestiamo tutto dall’importazione alla consegna, dall’omologazione all’assistenza del veicolo acquistato all’estero. In pratica siamo il costruttore in Italia” spiega Maggi, che aggiunge. “Gestiamo anche le permute, dunque possiamo assicurare maggiore flessibilità; nessun’altro concorrente può svariare su tutto il fronte di mercato assicurando tale ampio raggio d’azione. Quest’opportunità per il cliente dal nostro punto di vista si traduce in ampliamento del know-how, il che ci permette di potere offrire una consulenza a 360°”.

Proprio nel momento in cui Multitrax assurge al picco di massima attività, con 1.400 veicoli venduti in un anno per un fatturato di 28 milioni di euro (di cui i maggiori volumi sono generati dal marchio Kögel), Rinaldo Maggi viene a mancare nove anni fa.

Dopo questa disgrazia familiare, un secondo duro colpo lo assesta la crisi generale dell’economia, che determina un crollo del mercato del 70%. Ma i fratelli Maggi decidono di resistere alle avversità, e quindi di traghettare la fase recessiva in maniera controllata, investendo capitali autonomi per sostenere in vita l’azienda.

In effetti da un punto di vista formale la società rinnovata viene rinominata MTrax Srl e dopo poco essa si riprende integralmente il brand tradizionale Multitrax da un ex socio paterno che per un breve periodo nel 2012 aveva sposato il progetto aziendale.

La decisione inevitabile, a quel punto, è quella di rivedere in parte la filosofia aziendale, dedicandosi a marchi di nicchia ad alto know-how e puntando su uno staff giovane e motivato di una decina di elementi. “L’idea alla base è quella di vendere la qualità del servizio e non il prezzo” spiega Maggi.

Nel frattempo – e siamo nel 2013 – viene consensualmente interrotto il rapporto con Kögel, che produceva veicoli ‘troppo standardizzati’, che dunque mal si sposavano col cambiamento di rotta intrapreso.

L’ultimo quinquennio è stato dunque improntato ad una nuova linea d’indirizzo che punta su qualità e flessibilità nel ramo delle vendite nonché sulle soluzioni offerte per i ricambi ed il noleggio.

Dal 2017 Multitrax è diventata realmente ‘coerente’ alla radice del proprio nome Multi-, avendo realizzato al suo interno 4 divisioni che fungono quasi da società indipendenti.

La presentazione della nuova struttura è stata fatta al Transpotec 2017 di Verona, ed oggi la società lombarda è così articolata: Vendita (veicoli nuovi e usati); Noleggio (senza leasing) a breve e medio termine con una giacenza media di 50 veicoli, risultando per varietà tipologica la prima flotta a noleggio in Italia con una dozzina di modelli differenti disponibili; Ricambi in pronta consegna; Agricoltura per la logistica dei mezzi agricoli con caratteristiche specifiche per strade che sono sovente strette e sconnesse.

Di un certo peso è pure la presenza in ambito portuale, con molti clienti nel settore terminalistico della containerizzazione i quali richiedono rimorchi portacontainer estensibili dai 20’ ai 45’. In questo ambito specifico Multitrax a fine luglio di quest’anno ha presentato il nuovo semirimorchio D-TEC mod. CC 20-30, portacontainer fisso specifico per trasporto di tank 20”, tank 7.82 e container 1×30 e 1×20”.

Il primo veicolo, allestito full optional, entra a far parte della flotta della DIVISIONE NOLEGGIO.

Il CC 20-30 si caratterizza per tara ridotta, alta qualità costruttiva e robustezza.

Da sei mesi la società si è insediata in una nuova area nel distretto industriale-artigianale di Cremona come quartier generale e uffici commerciali mentre il piazzale dove sono parcheggiati i mezzi si trova ad Acquanegra Cremonese, ad una decina di km dalla sede; è stato così abbandonato il vecchio sito a Gadesco Pieve Delmona (Cremona), ben visibile nei pressi dell’autostrada Piacenza-Cremona quando si transitava sull’A21.

Lo scorso anno il fatturato è stato di circa 11 milioni di euro, e quest’anno è attesa un’ulteriore crescita, fissata quasi al 10%; circa l’85% dei ricavi proviene come consuetudine dalla divisione Vendita, generata principalmente dai marchi D-TEC, Feldbinder e Kraker.

 

Angelo Scorza

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