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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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27/07/15 08:47

La ricetta per un autotrasporto felix secondo Sandiano va cucinata su un tavolo a sé stante

Il presidente di Assotrasporti, l’associazione dei piccoli-medi artigiani del trasporto gommato, prende le distanze dalle omologhe associazioni ‘ambigue’ e propone una sua piattaforma contrattuale che ha già raccolto consensi a livello di governo nazionale e comunitario

Cuneo – Non è un associazione ‘contro’ per partito preso, qui non si vuole fare i bastian contrari di default; ma certamente Assotrasporti resta sovente in disaccordo su molti dei punti che sono invece ampiamente condivisi dalle consorelle omologhe – alcune delle quali, tra le più ‘popolari’ e ‘rinomate’, vengono da essa smaccatamente tacciate di essere ambigue, in misura inaccettabile,  tenendo il piede in un paio di scarpe almeno giocandosela da realtà artigianale o industriale a seconda della convenienza del momento  – e dalle quali di conseguenza prende ampia distanza.

Parva sed apta mihi: piccola ma adatta a me, ovvero a difesa dei ‘veri’ artigiani dell’autotrasporto, come esplicitato nello slogan statutario: “Associazione senza scopo di lucro, indipendente e apolitica, che è dal 1985 a tutela delle imprese presso le autorità e le amministrazioni competenti. Promuoviamo ogni iniziativa volta a risolvere le problematiche del settore, valorizziamo le attività delle imprese e le figure professionali associate, incentiviamo  la collaborazione fra soci, consorzi e consulenti, stipuliamo accordi e convenzioni con professionisti e aziende per offrire beni e servizi alle migliori condizioni di mercato”.

“Questa è la nostra fotografia: siamo l’associazione dei medio-piccoli, anzi più dei piccoli-medi, operatori del trasporto gommato” chiarisce subito Secondo Sandiano, presidente illo tempore di Assotrasporti e in pratica il deus ex machina di una targa associativa che rappresenta, dichiaratamente, una voce a sé stante, un soggetto un po’ atipico nella ramificata e anche troppo confusa panoramica di categoria, vera selva nella quale per chiunque – e figuriamoci per i ‘poveri’ camionisti – è spesso difficile districarsi.

Una ‘diversità’ che parte dalla stessa localizzazione, certamente inusuale, anche se nella Provincia Granda gli operatori di settore non mancano certamente. “Abbiamo appena compiuto 30 anni; siamo nati a Sanremo, dove abbiamo ancora la nostra sede legale, mentre quella operativa è qui a Cuneo, invece a Roma ne abbiamo una di rappresentanza” spiega il promotore dell’associazione, la quale in effetti ha seguito le orme del suo leader indiscusso, colui che di matrice professionale è da 35 anni consulente del lavoro (con l’omonimo Studio) e si diletta a fare anche il giornalista, essendo pubblicista e direttore responsabile di un paio di testate (una di settore, TN Notizie; l’altra a più ampio respiro e di maggiori ambizioni, Gente in Movimento).

“Abbiamo alcune migliaia di associati, e il trend in crescita; ma siamo diffusi a macchia di leopardo in tutta Italia, isole comprese; purtroppo non abbiamo una regione caratterizzante, ma vi sono associati anche al sud, al centro e pure in Sardegna e in Sicilia. Il nostro progetto di radicamento sul territorio si concretizza con la nascita di associazioni territoriali: sono nate l'Associazione Cuneese Innovazione nel Trasporto ACIT, le associazioni pisane e livornesi APIT e ALIT, mentre nel Lazio si costituisce a Frosinone l'AFIT. Ma non finisce qui, molte altre sono in fase di costituzione”.

Secondo (in questo caso inteso come avverbio) Sandiano, che sfoggia un look recente con pizzetto, Assotrasporti – proprio perchè fuori da certi ‘giochini di potere’ è disallineata rispetto al proprio settore. “Nel gennaio 2014 abbiamo sottoscritto con la Federazione Nazionale UGL Viabilità e Logistica un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplinante il rapporto di lavoro dei dipendenti da imprese di autotrasporto merci, logistica e spedizioni. Il nostro si presenta quale unica vera alternativa a ciò che è in vigore delle Associazioni tradizionali, abbiamo adottato un CCNL alternativo a quello della triplice; un contratto partito ex novo che riteniamo assai più confacente all’autotrasporto di casa nostra e che inoltre ha il non trascurabile pregio di costare di meno…”

Un CCNL che piace sempre di più, anche a chi sembra avere inizialmente sposato un’altra causa.  

“Noi non siamo razzisti – è un suo leit motiv dell’intervista – perciò siamo aperti a tutti, e di fatto, ma non si deve dire troppo forte, anche perché chi lo fa teme delle rappresaglie da parte de propri attuali rappresentanti, ci vengono a cercare in tanti, i quali però ci avvicinano con la dovuta riservatezza. Nel nostro accordo è premiante non solo il costo; siamo una vera alternativa al cartello delle associazioni tradizionali, quelle del Tavolo per intenderci. Un tavolo a cui noi non sediamo, ma cerchiamo invece tavoli alternativi, anche perché là si perde tempo in questioni meno prioritarie;  quando siamo stati dentro a quello, si discuteva del calendario dei divieti, mentre noi avevamo problemi seri da trattare: la nostra richiesta a quel tavolo era la tolleranza circa il pernottamento dell’autista, non obbligatoriamente presso la sede della ditta, ma da dare presso la residenza dell’autista. Ebbene, non l’hanno neanche esaminata…”

Un ostracismo che non ha per nulla demoralizzato Sandiano & C.

“Stiamo portando avanti in maniera indipendente la nostra piattaforma, fatta di ben 24 punti, e all’uopo abbiamo fatto visita a Maria Teresa Di Matteo, funzionario ministeriale a capo del Comitato Centrale. Siamo stati nell’Albo dal 1999 al 2012, entrando anche a far parte del Comitato centrale, collaborando con l'associazione Fiap-m, insieme a cui abbiamo espresso rappresentanti nel Comitato Centrale, nei Comitati provinciali per l’Albo, nella Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica e successivamente in varie Commissioni consultive provinciali per l’autotrasporto di cose. Poi c’è stata una spiacevole vicenda per cui la neonata Trasportounito di Maurizio Longo si è presa la nostra poltrona in FIAP. L’apparentamento era partito nel 1999, quando c’è stata scissione tra le due FIAP, quella ‘M’ di Mannino e quella ‘L’ di Lucchi. Ma Longo si è letteralmente preso la nostra licenza. È emerso dagli atti che quell’assemblea non si era tenuta…ma purtroppo il Governo ha fatto lo gnorri! Noi per tutelarci abbiamo raccolto un dossier alto alcune dita: e Longo mi ha querelato, poi ha inviato querela al Ministero diffidando di darmi accesso agli atti. Una querela strumentale, tanto che dopo poco è stata ritirata...” è il resoconto del ‘misfatto’ perpetrato, a sentire il presidente, ai danni di Assotrasporti, che pur mantenendo sempre il suo tradizionale tono pacifico, dispensa altre ‘ammonizioni’.

“Un dirigente del ministero mi aveva invitato al rinnovo. Prima era stata costituita la Consulta e poi hanno rinnovato il Comitato Centrale. Nel momento in cui, causa spending review, hanno chiuso la Consulta, hanno fatto un emendamento blindato, con requisiti mai utilizzati in passato”.

Il tutto, a parere di Sandiano, esemplifica un dato di fatto evidente. “Siamo una voce fuori dal coro, abbiamo presentato ricorso al TAR e ora siamo in attesa di sentenza. Da un inchiesta dell’Espresso si è pure scoperto che il presidente del collegio che non ci ha concesso la sospensiva è anche consulente del ministero dei trasporti, il che la dice lunga sul clima in cui manovriamo… Ci contestano il fatto che su due contratti di lavoro non abbiamo dato continuità per via della vicenda Longo e che dichiariamo che il nuovo contratto è innovativo, nonchè che il nuovo contratto è stato depositato. Anche ASSOTIR ha fatto ricorso, ma il Consiglio di Stato gli ha dato ragione, e ha chiesto al TAR di accelerare tempi sulla sentenza. La nostra piattaforma è stata peraltro positivamente commentata dall’On. Debora Serracchiani, la quale ha preso il punto 2 e lo ha fatto suo, riconoscendo che è frutto della categoria; il che, evidentemente, ci fa piacere...”

Ma il lungo cahiers de doléances stilato in basso Piemonte ce ne ha anche per i vicini di casa.

“Una legge francese prevede che, se il riposo settimanale viene fatto a bordo del veicolo, vi siano 30mila euro di multa e 1 anno di galera per il titolare della ditta di trasporto. Ma il problema è per noi che stiamo al confine, dunque l’obbligo viene facilmente aggirato. A tale scopo abbiamo fatto uno studio apposito e sollevato una serie di problematiche, tutte con il comun denominatore della richiesta del bisogno di un’armonizzazione maggiore tra società comunitarie, che abbiamo sottoposto all’attenzione di Bruxelles, ricevendo la soddisfazione di avere avuto risposta, nell’estate 2014, sia dall’allora Presidente della Commissione Barroso che dal nostro Commissario Tajani” afferma Sandiano ‘sventolando’, con legittimo orgoglio, le copie di alcune missive a lui indirizzate a firma di Kristian Hedberg, Capo Unità della  Direzione D Trasporto Terrestre della DG Mobilità e Trasporti.

Ma altri grattacapi arrivano in Provincia Granda dai vicini transalpini. È notizia freschissima che il Governo francese sta valutando se finanziare la TAV con una nuova ecotassa regionale sui mezzi pesanti (nazionali e stranieri) circolanti sulle autostrade al confine con l’Italia. La proposta bipartisan di finanziamento TAV avanzata in questi giorni, se approvata, avrà ripercussioni pesanti anche sui trasportatori italiani che passano il confine transalpino.

Nel dicembre 2014, il Primo ministro francese Manuel Valls incaricò due parlamentari di schieramento politico opposto, Michel Destot (PS) e Michel Bouvard (UMP), di esaminare ogni fonte di finanziamento dei lavori della sezione transfrontaliera del tunnel, lunga 57 km, per ridurre il carico sulle finanze pubbliche. Pochi giorni fa i due parlamentari hanno consegnato il rapporto al Premier. Destot e Bouvard propongono un aumento dei pedaggi per gli autocarri sulla rete autostradale del settore alpino (+10% sulle autostrade delle Alpi del Nord e +15% su quelle delle Alpi del Sud) per 50 anni. Tale maggiorazione - che garantirebbe un introito netto di 40 milioni di euro l’anno - verrebbe introdotta sulla base della Direttiva comunitaria ‘Eurovignette’, che consente agli Stati membri di introdurre aumenti dei pedaggi su certi assi viari allo scopo di finanziare progetti di trasporto alternativi.

“In Francia, però, sarebbe il ritorno ad una ‘ecotassa’ regionale, pochi mesi dopo l’abbandono del progetto Ecotaxe del Governo, che nell’ottobre 2014 sospese a tempo indeterminato la tassa sui mezzi pesanti, cedendo alle forti pressioni degli autotrasportatori. Per ora il rapporto Destot-Bouvard è al vaglio del Premier; vedremo come il Governo valuterà la proposta. Se la proposta francese entrasse in vigore, ne farebbero le spese anche quelli italiani che viaggiano oltreconfine” lamenta Sandiano.

“Nel nostro piccolo siamo molto attivi” dichiara ancora con trasparente soddisfazione il ‘nume tutelare’ di Assotrasporti, conscio e in parte compiaciuto di avere spesso interpretato il ruolo del ‘rompiscatole’ di turno. Come accaduto ad un convegno nell’ambito del recente Transpotec di Verona, allorquando è stato sollevato il problema dell’inacessibilità dei dati dell’Albo agli stessi iscritti, neppure ai membri del direttivo. “Evidente l’imbarazzo nelle risposte date dai vertici dell’Albo, che hanno chiuso in fretta il dibattito, senza lasciare ulteriore spazio ai doverosi  chiarimenti in merito. Ma chi rappresenta un ente pubblico non dovrebbe prenderne atto e assicurare maggiori verifiche? Così facendo l’Albo ha dimostrato di essere un organismo chiuso in se stesso!” tuona l’associazione piemontese, che per fortuna ha trovato sponda nella funzionaria ministeriale Maria Teresa Di Matteo, Presidente del Comitato Centrale dell’Albo, nonché Vicecapo di Gabinetto del Ministero dei Trasporti che ha promesso nella circostanza di farsi promotore verso verifiche sulle imprese iscritte a zero veicoli, per il trasferimento nella gestione dell’Albo alla Motorizzazione e per la messa a punto del nuovo portale web, “convinta – sono sue parole – che si potrà fare tutto con la condivisione di tutti”.

In questo senso Assotrasporti ha già dichiarato, tramite il suo house organ, di essere pronto a condurre una vera e propria battaglia di rappresentatività in nome di tutte quelle aziende iscritte ad associazioni di categoria non presenti in senso al Comitato Centrale, affinché tutti gli autotrasportatori siano effettivamente rappresentati.

Ed a marzo di quest’anno si è avuto un incontro con Di Matteo. “La voce delle piccole e medie imprese di autotrasporto è stata finalmente ascoltata,  dopo che Assotrasporti ha chiesto a più riprese una maggiore apertura dell’ente al grido “l’Albo è di tutti”, non solo di alcune associazioni.

Nessuna altra associazione è vicina a noi; in realtà qualcuno ci sarebbe, ma preferiscono non venire allo scoperto, e noi siamo riservati. Faccio una sola domanda per inquadrare la problematica: chi ha cariche sulle autostrade come fa a gestire gli stranieri che viaggiano in Italia? È una evidente contraddizione in termini, un chiaro conflitto di interessi. I veicoli esteri viaggiamo senza revisione e nessuna fa alcun controllo, e le nostre forze di polizia stradale non hanno strumenti giuridici per fermare i veicoli. Noi abbiamo fatto tutta una serie di incontri con i trasportatori; parliamo con le aziende, stilando un resoconto, e poi andiamo a parlare con le amministrazioni. Ma l’autotrasporto non vuole essere il bancomat delle pubbliche amministrazioni, perchè solo quelli italiani devono pagare le multe comminate, gli stranieri possono proseguire la loro attività impunemente, senza arresto del veicolo o del conducente, dunque facendo chiara concorrenza sleale. Perciò nella nostra articolata piattaforma abbiamo chiesto anche questo, ovvero una programmazione dei controlli e l’applicazione di una semplice regoletta:  che l’agente accertatore faccia il 50% delle sue indagini sugli stranieri. Abbiamo palesemente il problema degli autisti stranieri delocalizzati da parte delle  aziende trentine, un evidente fenomeno di abusivismo. Dunque spesso la concorrenza sleale ce l’abbiamo in casa non solo dagli stranieri; ecco perché è meglio avere un tavolo separato, rispetto a quelli tradizionali, a cui invitare le altre associazioni che come noi ritengono di voler portare avanti questa battaglia”

Sandiano, sorta di ‘Savonarola’ dell’autotrasporto tricolore, si vanta di essere “quello che ha fatto la denuncia sulle incongruenze del Sistri. E ci muoviamo anche a livello internazionale; siamo iscritti come lobby al Registro della Trasparenza alla Comunità Europea, accreditati da inizio 2015 presso Parlamento e Commissione UE, dove possiamo rappresentare piccoli e medi autotrasportatori e svolgere attività volte ad influenzare, direttamente o meno, l’attuazione delle politiche comunitarie.

Se la nostra piattaforma non viene accettata, anche i piccoli autotrasportatori andranno in Romania, come fanno già i grandi ‘più furbi’, o altrove, perché la vi sono pochi costi e una normativa più agevole. In conclusione, noi non  chiediamo per nulla soldi a pioggia ma invece contributi sulla gestione ordinaria, al fine di renderci competitivi. Abbiamo fatto varie interrogazioni parlamentari sulla questione degli autisti esteri fuorilegge; ad esempio, dove finiscono i crediti insoluti? Forse nei bilanci della società delle autostrade? Tajani ci ha risposto che secondo la noma comunitaria non si può abolire la tassa di circolazione. Ma noi di certo non staremo a subire supinamente…” è la velata minaccia conclusiva.

 

Angelo Scorza

 

 

La piattaforma di Assotrasporti tocca 24 punti

 

Nel febbraio 2014 Assotrasporti ha aperto un tavolo bilaterale col Governo per presentare la piattaforma programmatica a tutela degli autotrasportatori e avviare trattative volte a realizzarne l’attuazione. Il programma presentato al Sottosegretario ai Trasporti Rocco Girlanda è frutto dell’esperienza concreta delle problematiche da parte degli autotrasportatori, portati al tavolo, e delle relative proposte di soluzione formulate dai professionisti convenzionati all’Associazione.

I lavori del Tavolo Assotrasporti-Governo sono proseguiti dopo l’insediamento del nuovo Governo nell’aprile 2014 e successivamente a giugno, quando una delegazione di trasportatori guidata dal Presidente Sandiano ha presentato al Sottosegretariato del Ministero dei Trasporti De Caro la piattaforma aggiornata di proposte operative e concretamente realizzabili.

 

1. RIFORMA ALBO AUTOTRASPORTO. Proponiamo l’approvazione, in piena trasparenza e secondo un iter democratico, di una nuova normativa di regolamentazione per l’accesso al Comitato centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.

2. STOP ALL'INTERMEDIAZIONE ABUSIVA. Intendiamo contrastare il fenomeno dell’intermediazione  abusiva nell'autotrasporto istituendo una “sezione speciale intermediari” dell’Albo.

3. FONDI ALLA FORMAZIONE. I fondi alla formazione dovranno essere destinati principalmente a corsi aventi natura obbligatoria e dovranno essere svolti da enti o strutture abilitate. Inoltre, l’accreditamento di un’Associazione al Comitato Centrale dovrà costituire titolo di precedenza e non requisito sostanziale per l’accesso ai fondi per la formazione.

4. ACCISE SUL GASOLIO. Proponiamo il recupero delle accise sul gasolio direttamente in sede di fatturazione per coloro che utilizzano le convenzioni tramite carte petrolifere o extra-rete.

5. FASCE AGEVOLATE. Chiediamo una riduzione dei costi dei contributi e la creazione di fasce agevolate per uscire dalla crisi.

6. TAVOLO COMUNE OPERATORI TRASPORTO. Proponiamo la costituzione di un tavolo comune fra tutti gli operatori del trasporto, ovvero i rappresentanti delle imprese di trasporto merci su gomma, costruttori e player del trasporto merci via ferrovia, nave e aereo.

7. LOTTA AL CABOTAGGIO ABUSIVO

7a. Chiediamo una deroga per l'autotrasporto merci per equilibrare con la media europea tutti i costi di esercizio che incidono sulle imprese di trasporto.

7b.  Chiediamo un intervento sul Governo francese per ottenere deroghe e/o correttivi sulla proposta di legge francese n. 397 del 2014 che vuole vietare il riposo settimanale regolare a bordo del camion, al fine di non danneggiare le imprese di trasporto italiane che effettuano cabotaggio regolare in territorio francese.

7c. Chiediamo inoltre un intervento del Governo italiano che segua la strada tracciata dalla proposta di legge francese sopracitata per arginare il cabotaggio abusivo, ma con una migliore e più equa gradualizzazione della pena.

7d. Proponiamo la ricerca di una soluzione di imposta alternativa alla tassa di circolazione, al fine di riequilibrare il rapporto con l’ampia mole di veicoli stranieri che circolano sul territorio italiano, in modo che anche questi ultimi contribuiscano alle spese di manutenzione di strade e infrastrutture.

8. TARIFFA AUTOTRASTRADE. Proponiamo una tariffazione dei pedaggi autostradali proporzionale alle singole tratte e alle misure di manutenzione o investimento ad esse relative.

9. CONVOCAZIONE ORGANI INTERNAZIONALI CEMT. Chiediamo la convocazione degli organi previsti della convenzione internazionale (ITF-CEMT) al fine di individuare soluzioni volte a riequilibrare l’attuale situazione che vede l’autotrasportatore straniero prevalere sull’Azienda di trasporto italiana.

10. RECUPERO VEICOLI IN AUTOSTRADA.  Proponiamo di stabilire una tariffa convenzionata ed equa per il recupero dei veicoli in autostrada o di consentire l’intervento del meccanico di fiducia in caso panne dei veicoli in autostrada.

11. TAVOLO COMUNE FORZE DELL'ORDINE.  Proponiamo la costituzione di un tavolo comune tra associazioni e forze dell'ordine con l’obiettivo di rivedere i criteri di controllo e formulare apposite istruzioni per i controlli da effettuare sulla documentazione degli autotrasportatori stranieri.

12. MESTIERE USURANTE. Proponiamo lo studio e l’applicazione di apposite agevolazioni in tema di lavoro usurante per la categoria dell’autotrasporto di cose, sia per i dipendenti sia per i titolari o soci che guidano personalmente.

13. DIVIETI DI CIRCOLAZIONE. In tema di revisione dei divieti di circolazione, proponiamo lo studio e l’applicazione di una fascia di tolleranza per consentire agli autisti il rientro in sede qualora in prossimità.

14. ARCHIVIO UNIFICATO. Sollecitiamo l'attuazione di un archivio unificato Motorizzazione-PRA. Inoltre, supportiamo ogni azione volta all’implementazione dell’open data, per la semplificazione e la razionalizzazione dei diversi archivi al fine di evitare il duplicarsi di banche dati, e conseguenti adempimenti per gli autotrasportatori ed oneri per la collettività, aventi i  medesimi contenuti, spesso non aggiornati.

15. SCUOLA PROFESSIONALE DELL'AUTOTRASPORTO. Proponiamo l'istituzione di una scuola professionale dell'autotrasporto, effettuando migliorie al percorso di studi “Trasporti e Logistica” inserito con la cd. Riforma Gelmini all’interno della scuola d’istruzione secondaria di secondo grado, al fine di dare maggiore rilevanza al trasporto stradale.

16. SISTEMA ASSICURATIVO PREMIANTE.  Proponiamo di istituire un sistema assicurativo premiante per i veicoli con bassa incidentalità

17. CONTROLLO ASSICURAZIONI STRANIERE. Invitiamo ad attivare una verifica sulle assicurazioni dei vettori esteri allo scopo di imporre ai veicoli stranieri che operano e trasportano in Italia di avere una copertura assicurativa che corrisponda agli stessi minimi di quella richiesta ai trasportatori italiani.

18. STUDI DI SETTORE. Chiediamo un adeguamento degli studi di settore, dato il difficile momento di crisi economica e la concorrenza straniera sleale.

19. PEDAGGI NON PAGATI DA VETTORI ESTERI.  Chiediamo di porre maggiore attenzione nei confronti dei pedaggi autostradali non pagati dai trasportatori stranieri.

20. INTERVENTO SU SITI CHE AGGIRANO LA LEGGE. Segnaliamo la presenza di portali web che aggirano le norma di legge sui servizi di trasporto e chiediamo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti intervenga per impedire tali attività illecite.

21. COMMISSIONE "MINISTRO AL VOLANTE". Proponiamo la costituzione di una commissione permanente composta da funzionari ministeriali, i quali viaggeranno come osservatori a bordo dei veicoli, per constatare e verificare direttamente le problematiche vissute quotidianamente dai trasportatori.

22. REVISIONI NEI CMR. Proponiamo di rendere effettive per l’anno corrente le revisioni eseguite nei Centri Mobili di Revisione.

23. SISTEMA DUAL FUEL PER RIDURRE I COSTI. Proponiamo di incentivare l’installazione e l’utilizzo del sistema misto sia dual-fuel, a gasolio e metano, sui mezzi pesanti, sia retrofit elettrico, anche con i contributi destinati agli investimenti in veicoli ecologici

24. REVISIONE TRASPORTI ECCEZIONALI. Proponiamo che la revisione per i veicoli per trasporti eccezionali venga effettuata presso le relative aziende.

Angelo Scorza

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