APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
17/02/17 16:31

La genovese Paratori rileva le attività di Tipes

La società lombarda di trasporto stradale e intermodale ha ceduto in affitto un ramo d’azienda e ha chiesto per il resto del gruppo il concordato preventivo

TIPES truck NC

La società lombarda Tipes specializzata in trasporti stradali e intermodali ha depositato domanda di concordato preventivo con riserva presso il Tribunale di Lecco, dopo aver ceduto le proprie attività italiane alla società cooperativa genovese Paratori tramite affitto di un ramo d’azienda.

A confermarlo a Ship2Shore è Angelo Panzeri, presidente dell’azienda con sede a Olgiate Molgora (Lecco), che da tempo ha in corso un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate: “Entro 120 giorni dovrà essere presentato un piano concordatario ma Tipes già il 29 dicembre scorso aveva portato a termine un affitto di ramo d’azienda alla cooperativa Paratori di Genova guidata dal presidente Alberto Rossi. Questa cessione è stata fatta per permettere la continuità aziendale di Tipes e a distanza di poco tempo sono lieto di poter dire che da 60 i dipendenti sono già diventati 95, a dimostrazione che c’è la volontà da parte loro di investire e sviluppare l’attività”.

Paratori è una cooperativa di autotrasportatori attiva soprattutto in Liguria e nel nord-ovest d’Italia con una specializzazione nel trasporto di merci a temperatura controllata per la GDO. Tipes, invece, è da sempre attiva soprattutto nella logistica al servizio dell’industria siderurgica in tutta Europa e anche in Nord Africa. “Questo matrimonio farà bene a Tipes perché garantirà mi auguro la continuità aziendale e potrà rappresentare un trampolino di lancio per le attività di Paratori anche a livello internazionale” ha aggiunto ancora il presidente Panzeri. Fra le due aziende è attualmente in corso una fase di integrazione dei rispettivi sistemi gestionali e operativo.

Panzeri ha poi proseguito spiegando che Tipes aveva anche un ramo d’azienda all’estero in Romania e per questo la società è stata accusata di esterovestizione dall’Agenzia delle Entrate: “Una ricostruzione puramente fantasiosa – sostiene - perché ci sono prove oggettive che dimostrano che non è vero, però per ora è così, poi vedremo cosa decideranno i tribunali”. L’azienda lombarda si è vista recapitare negli ultimi due anni verbali d’accertamento per complessivi 26 milioni di euro e questa circostanza, sommata alla crisi dell’Ilva che rappresentava per Tipes un primario cliente (con cui vanta ancora un credito esigibile di 5,5 milioni relativo a lavori svolti nel 2014), ha inevitabilmente messo in crisi un’azienda il cui fatturato annuo si aggira mediamente intorno ai 40 milioni di euro.

“Tipes presenta da sette anni bilanci in attivo, compreso il 2016 che avrebbe chiuso in positivo se non fosse stato per fattori straordinari che hanno indotto la società a cedere in affitto il ramo d’azienda e presentare domanda di concordato preventivo” ha concluso infine l’imprenditore lombardo che ama definirsi un ‘camionaro’ e sta già pensando alle prossime mosse da intraprendere in questa sua battaglia con lo Stato.

Nicola Capuzzo

Stampa