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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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03/02/20 18:04

Il MIT promette di rimpolpare il marebonus contro il caro traghetti

Tiepida la reazione all’incremento di 12 milioni di euro da parte dell’autotrasporto, che vorrebbe anche radicali modifiche nella strutturazione della misura

Operazioni di imbarco e sbarco al Terminal Traghetti di Genova

Se non altro l’incontro ha stemperato la tensione che, soprattutto in Sicilia, stava montando intorno al difficile confronto fra le rappresentanze dell’autotrasporto e il Governo in merito al tema dei rincari delle tariffe dei traghetti legati alle nuove norme sui carburanti marittimi in vigore da inizio anno.

La notizia, diffusa dal viceministro Giancarlo Cancelleri è che “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stanzierà 12 milioni di euro in più per il marebonus, che andranno al 100% agli autotrasportatori”. Come è noto, la misura è faticosamente tornata in vita con l’ultima finanziaria, ma per un solo anno e per un importo decisamente inferiore (20 milioni di euro) a quello stanziato per il triennio 2016-2018. Ed è pensata nella stessa ottica: contributo alle imprese armatoriali, tenute poi a ribaltarne una quota sui clienti, cioè gli autotrasportatori.

Il riferimento di Cancelleri al 100% all’autotrasporto non è stato dettagliato e sul punto la nota di Aitras, sigla siciliana aderente a Trasportounito, non ha mancato di sollevare rilievi: “Il marebonus è un fallimento, sia sotto il profilo economico (circa il 10% di contributo rispetto alla tariffa pagata), sia sotto il profilo procedurale (lungo e farraginoso, che vede il primo pagamento appena qualche settimana fa per i noli effettuati nel 2018), sia sotto il profilo della trasparenza e della legalità: il sistema di erogazione, effettuato alle imprese direttamente dall’armatore, che è un soggetto privato, non prevede controlli né sotto il profilo fiscale né sotto il profilo dell’informativa antimafia. Bisogna tornare al vecchio Ecobonus da riconoscere direttamente agli autotrasportatori, è falso che non lo si possa fare a causa della normativa europea sugli aiuti di Stato”.

“Sia le risorse per lo sviluppo del combinato strada-mare in Sicilia che gli incentivi previsti per la compensazione in Sardegna dovrebbero essere riconosciuti direttamente agli autotrasportatori, i tempi di pagamento dovrebbero essere celeri, e si dovrebbero introdurre maggiori misure a garanzia della legalità e regolarità delle imprese” ha fatto eco una nota di CNA Fita Sardegna, evidenziando però come durante l’incontro, pur non essendo unanime la volontà di evitare ulteriori aumenti, gli armatori si sarebbero “resi disponibili a rinunciare al finanziamento aggiuntivo del Marebonus che dovrebbe essere ribaltato interamente agli autotrasportatori”.

Quanto agli aspetti più regionali della vertenza, il presidente di CNA FITA Sardegna Franco Pinna ha ricordato che “questo territorio presenta i requisiti previsti per il riconoscimento tra le regioni ultraperiferiche ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’UE”, esortando Cancelleri a “valutare la possibilità di interloquire con l’UE in merito a questa specialità, e comunque a farsi carico come Stato membro italiano di sostenere la specificità insulare per superare i gap infrastrutturali ed economici della Sardegna in via definitiva”.

Più duro il presidente Aitras Salvatore Bella sulla questione del blocco della Catania-Palermo, contrariato dal fatto che il Ministero avrebbe rifiutato l’ipotesi di fondo a ristoro per “l’assenza di soldi. Il MIT è responsabile della situazione viaria e infrastrutturale in Sicilia, al pari dell’Anas. Ma non solo non vuole prendersi le sue responsabilità, non cerca nemmeno di trovare soluzioni adeguate”.

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