APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
24/03/20 17:20

Il grido d’allarme del mondo dei trasporti

Ben 33 associazioni europee chiedono interventi agli Stati e alla stessa UE. Ok all’introduzione delle ‘green lanes’. Anche ICS e IAPH si uniscono all’appello

Rendersi conto del ruolo centrale che il comparto riveste nel consentire di affrontare e superare l'attuale fase di emergenza creatasi per la diffusione del virus COVID-19 a livello mondiale. È quello che ben 33 associazioni europee dei trasporti e della logistica chiedono ai vari Stati membri e alla stessa Unione Europea, in una missiva congiunta che a tutti gli effetti è un grido d’allarme del settore che “ha un ruolo cruciale da svolgere nella fornitura di beni, in particolare medicinali, dispositivi sanitari, alimenti ed altre merci essenziali necessarie per superare questa crisi. Inoltre il settore dei trasporti si rivela uno strumento vitale in questo momento in cui molti cittadini europei sono limitati nella loro mobilità”.

Di qui la richiesta ai Governi degli Stati membri di “evidenziare il ruolo chiave che i trasporti e la logistica svolgono per la fornitura di beni essenziali in questo periodo critico”, sottolineando “che le infrastrutture di trasporto sono al riguardo infrastrutture critiche” e manifestando «rispetto e sostegno a tutti i lavoratori della catena di approvvigionamento che consentono la continuità dei servizi di trasporto, la circolazione delle merci e dei prodotti essenziali, nonché il rimpatrio dei cittadini bloccati e svolgono quindi un ruolo importante nell'aiutare i cittadini europei a superare questo crisi».

A tal proposito, le 33 associazioni vedono di buon occhio la spinta della Commissione Europea per creare delle ‘green lanes’, ovvero corridoi verdi dedicati a qualsiasi tipo di merci che garantiscano il passaggio della frontiera in massimo un quarto d’ora, inclusi eventuali controlli sanitari. “Bisogna consentire il fluido attraversamento delle frontiere per il trasporto merci, sia all’interno dell’UE che verso Paesi terzi”, sottolineano le 33 sigle, aggiungendo la necessità di “sostenere le misure e le azioni intraprese a livello dell'UE e dai governi nazionali per contenere la diffusione del Covid-19 e ad invitare gli Stati membri a coordinare la loro risposta e a seguire le linee guida della Commissione Europea sulla gestione delle frontiere».

Ancora, viene messo in evidenza come “i settori dei trasporti e della logistica sono basati su una forza lavoro fisica la cui mobilità deve essere facilitata, compreso il rimpatrio dei lavoratori del settore dei trasporti, la cui salute e sicurezza devono essere tutelate in particolare mediante dispositivi di protezione individuale, nonché l'accesso a strutture sanitarie, ad alimenti e bevande pulite e disinfettate”.

Infine, l’appello “a sostenere la ripresa del settore dei trasporti che è pesantemente colpito, a garantire la futura connettività sia per i passeggeri che per le merci e a rivitalizzare le arterie del mercato interno non appena la crisi sarà terminata”.

La missiva riporta le firme di A4E (Airlines for Europe), AIM (European Brands Association), ALICE (European Technology Platform), BPO (Baltic Ports Organisation), ARDAN (Solutions for innovation), CER (Community of European Railway and Infrastructure Companies), CLECAT (European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services), COCERAL (European association for trade in cereals, rice, feedstuffs, oilseeds, olive oil, oils and fats and agrosupply), EBU (European Barge Union), ECASBA (European Community Association of Shipbrokers and Agents), ECSA (European Community Shipowners' Associations), EFIP (European Federation of Inland Ports), EIM (European Rail Infrastructure Managers), EMPA (European Maritime Pilots' Association), ERFA (European Rail Freight Association), ESC (European Shippers' Council), ESO (European Skippers' Organisation), ESPO (European Sea Ports Organisation), ETF (European Transport Workers' Federation), EuDA (European Dredging Association), FEPORT (Federation of Private Port Operators and Terminals), FERRMED (Association to improve Railfreight Transportation), FTA (Leading UK logistics), INE (Inland Navigation Europe), IWI (Inland Waterways International), IWT (European Inland Waterway Transport Platform), POLIS (European Cities and Regions Networking for Innovative Transport Solutions), SEA EUROPE (the voice of civil and naval [maritime technology] industries in Europe), UETR (European Road Haulers Association), UIP (International Union of Wagon Keepers), UIRR (International Union for Road-Rail Combined Transport), UNIFE (The European Rail Supply Industry Association) e UNISTOCK (European association of professional portside storekeepers for agribulk commodities).

Anche l'International Chamber of Shipping (ICS) e l'International Association of Ports and Harbors (IAPH), le associazioni internazionali che rappresentano armatori e operatori marittimi e oltre 200 porti di tutto il mondo, hanno invitato i leader del gruppo del G20 ad adottare rapidamente misure per salvaguardare la catena logistica globale dall'impatto della diffusione del virus Covid-1: “Bisogna tenere aperte le catene di approvvigionamento, gli scambi per via marittima e i trasporti. È quindi della massima importanza che la leadership del G20 richieda un approccio coordinato da parte dei governi, lavorando in collaborazione con l'International Maritime Organization e con l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altre agenzie”.

ICS E IAPH ricordano come il 90% degli scambi commerciali avvengono attraverso lo shipping, “che trasporta i prodotti alimentari, l'energia e le materie prime di tutto il mondo, così come prodotti e componenti, tra cui forniture sanitarie di vitale importanza e molti prodotti venduti nei supermercati”.

Stampa