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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/02/12 14:11

FuoriMuro conquista Spinelli e (forse) Logtainer

Messina si chiama invece fuori perché sta lavorando ad altri progetti

FuoriMuro, la società che dal 2010 si occupa delle manovre ferroviarie all’interno del porto di Genova, ha annunciato l’ingresso nel capitale del Gruppo Spinelli attraverso la società Spinelli Srl, che controllerà il 30% della compagine. Questo ingresso è propedeutico all’operazione che a breve porterà il capitale sociale di FuoriMuro da 90 mila a 1 milione di euro in vista dei nuovi investimenti per l’acquisto di due locomotori già ordinati a Siemens (S2S n.3/2012). Queste macchine verranno impiegate per servire sia i traffici con Rivalta che i nuovi collegamenti per il Gruppo Spinelli con la Lombardia, il Veneto e l’Emilia dal momento che FuoriMuro entro l’estate otterrà il certificato di sicurezza, diventando a tutti gli effetti impresa ferroviaria abilitata a operare anche al di fuori della cinta portuale genovese. Con l’ingresso di Spinelli al 30% scende al 10% la partecipazione della Compagnia Pietro Chiesa, mentre rimangono al 30% Rivalta Terminal Europa (società partecipata da Gavio e Fagioli) e l’accoppiata InRail e Tenor (due realtà aziendali riconducibili all’amministratore delegato Guido Porta), con il 15% ciascuna.
FuoriMuro si è detta comunque aperta all’ingresso di nuovi partner interessati. Che si sono già palesati visto che Logtainer, tramite Luigi Negri, presidente della finanziaria GIP che la controlla, si dice disponibile a riprendere il progetto esaminato tempo fa. “Come sicuramente molti ricordano, la società Logtainer di proprietà di GIP – Gruppo Investimenti Portuali aveva a suo tempo analizzato la possibilità di entrare nella società FuoriMuro, ma, dopo un’attenta analisi, aveva pensato che l’ingresso in detta azienda non corrispondesse alle proprie esigenze”. Ora però molte cose sono cambiate. “Sembra tuttavia – prosegue Negri - che adesso gli interessi di FuoriMuro si stiano evolvendo e che si stia orientando a diventare impresa ferroviaria soprattutto oltre i confini genovesi, e pare che allo stesso tempo molte condizioni siano cambiate e/o siano state superate. Forse potrebbe essere arrivato il momento per Logtainer di riconsiderare le sue precedenti posizioni se e qualora i soci (di GIP, ndr) lo ritenessero opportuno”.
Si dichiara invece non interessata a entrare in FuoriMuro la Ignazio Messina & C., che, in passato, aveva già ottenuto la licenza ferroviaria, nel frattempo sospesa perché non si era proceduto con il certificato di sicurezza nei tempi previsti. “Non abbiamo interesse a entrare in FuoriMuro, in quanto abbiamo altri progetti in merito” ha spiegato l’amministratore delegato Ignazio Messina. “Siamo e rimaniamo interessati anche alle manovre ferroviarie, ma, almeno per ora, a Genova abbiamo trovato una sorta di equilibrio con FuoriMuro, anche se il costo delle manovre portuali rimane sempre molto elevato rispetto a quello che dovrebbe essere”.
Seppur non formalmente, anche Terminal San Giorgio si può dire sia già della partita FuoriMuro, perché il Gruppo Gavio controlla contemporaneamente la maggioranza del terminal e il 50% di Rivalta Terminal Europa, che a sua volta detiene il 30% dell’impresa ferroviaria. Nelle scorse settimane, intanto, l’Autorità Portuale di Genova ha fatto partire i lavori per la realizzazione del raccordo ferroviario interno sulla banchina di Terminal San Giorgio. In questo modo potranno essere rispettati gli impegni presi con l’Unione Europea che ha promosso e finanziato il progetto Tiger, grazie al quale, dal prossimo autunno dovrebbe partire un innovativo servizio di navettamento ferroviario tra il porto di Genova e Rivalta.


InRail orgoglio della regione Friuli
 
“Ben vengano i privati nelle ferrovie in Friuli Venezia Giulia, perché i problemi della nostra ‘compagnia di bandiera’ sono sotto gli occhi di tutti e solo con un futuro di mercato si supera la condizione di monopolio che ci ha portato a questa situazione”.
Queste parole non arrivano da un operatore privato, ma dall’assessore regione ai trasporti del Friuli, Riccardo Riccardi, intervenuto al convegno “Logistica Ferroviaria – leva per una crescita sostenibile” organizzato a Udine da InRail, Inter-Rail, FUC e dalla Regione. Riccardi ha poi aggiunto: “Abbiamo reti che potrebbero supportare ben più traffico di quello attuale sia per le merci che per le persone; dunque il problema non è realizzare nuove reti, ma far viaggiare i treni su quelle che ci sono. La principale ragione di difficoltà è il mancato investimento nel parco rotabile”. In Friuli l’ingresso dei privati è stato progressivo ma efficace: nel 2008 coprivano il 15% del trasporto merci, oggi la percentuale è salita al 27%, con ricadute importanti anche sul versante occupazionale (circa 60 nuovi posti di lavoro).
I numeri di InRail sono stati esposti direttamente dall’amministratore delegato della società, Guido Porta: “Abbiamo iniziato i nostri servizi nel 2009 e già un anno più tardi eravamo considerati tra le più importanti imprese ferroviarie italiane. Siamo specializzati nel trasporto di materie prime, rottami ferrosi, prodotti siderurgici e legname; ogni settimana trazioniamo circa 80 treni e nel 2011 abbiamo trasportato circa 122 milioni di tonnellate/chilometro, in netta crescita rispetto ai 90 milioni di tonnellate del 2010”.
Gli azionisti di InRail sono al 41% investitori privati, il 35% è in mano alla finanziaria regionale Friulia Spa mentre il restante 24% è controllato da Inter-Rail Spa. “Il fatturato – ha proseguito Porta - è passato dai 3,7 milioni di euro del 2009 agli 11,5 milioni del 2010 fino a superare i 14,2 milioni nel 2011, operando 5.318 treni con 5 locomotori e garantendo (anche con l’appoggio ad altre imprese ferroviarie) occupazione a 61 persone”.

Nicola Capuzzo

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