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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/02/17 09:05

Fercam rinuncia definitivamente ad Artoni

Salta l’acquisizione della società emiliana in seguito al mancato accordo con i sindacati sull’esubero di 160 persone su quasi 600

Fercam Artoni

Il matrimonio fra Fercam e Artoni non s’ha da fare.

Nonostante le difficoltà palesate nei giorni scorsi dall’azienda controllata dalla famiglia Baumgartner e relative al mancato accordo con le sigle sindacali sugli esuberi di personale rimaneva un barlume di speranza sulla possibilità che in estremis si potesse trovare una quadra. Così non è stato e ieri Fercam, tramite una nota firmata dalla neo costituita società FercamArtoni che avrebbe dovuto stipulare i contratti per l’affitto del ramo d’azienda di 22/24 filiali di Artoni e un organico di circa 400 persone, ha fatto sapere che l’affare è definitivamente saltato.

“Nell’incontro tra le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti di Artoni e di FercamArtoni srl tenutosi il 10 febbraio 2017 a Roma, non è stato possibile convincere i sindacati della bontà della proposta di FercamArtoni srl, che intendeva salvaguardare quasi tre quarti dei posti di lavoro di Artoni con la garanzia per i circa 400 dipendenti di mantenere tutti i diritti acquisiti” spiega una nota del gruppo altoatesino, che poi aggiunge: “Per i circa 160 dipendenti che non rientravano nel perimetro del ramo d’ azienda, la proposta di FercamArtoni prevedeva importanti incentivi di buonuscita in aggiunta all’indennità di disoccupazione”.

A far saltare ogni negoziazione sarebero state le richieste dei sindacati considerate inaccettabili dai Baumgartner: “Le richieste delle organizzazioni sindacali – prosegue la nota di FercamArtoni - insistevano sul passaggio dell’intero organico, una richiesta impraticabile anche in considerazione del calo del volume di traffico di oltre il 50% in Artoni. L’accordo sindacale sull’operazione era tra le condizioni essenziali per potere procedere nella trattativa con successiva eventuale firma dei contratti. Essendo nel frattempo ulteriormente e drasticamente calato il volume delle spedizioni e cessata l’attività in molte sedi Artoni, FercamArtoni srl si era vista impossibilitata, suo malgrado, a continuare la trattativa. Nonostante ulteriori tentativi intercorsi tra lunedì 13 gennaio e martedì 14 gennaio le organizzazioni sindacali non sono giunte a una proposta condivisa”.

Nei giorni scorsi era venuta allo scoperto sulla questione la Fit-Cgil che per voce del segretario nazionale Giulia Guida aveva detto: “Non si possono cambiare le

regole nel corso di una partita così delicata. La procedura riguarda l’intero perimetro aziendale di Artoni come ha sempre dichiarato, anche pubblicamente, lo stesso amministratore delegato di Fercam”. Secondo la dirigente nazionale della Filt Cgil, “con il licenziamento di 170 addetti che Fercam pretende di concordare con i sindacati per effettuare l’operazione di ingresso si rileva un difetto di forma. Se la dirigenza ha cambiato idea deve annullare la procedura e riaprirne una nuova. Non si può pretendere l’avallo del sindacato per operare tagli del personale con una modalità che diventa un pretesto per fare licenziamenti con il nostro consenso”.

Il segretario generale della Filt-Cgil aveva poi concluso dicendo: “Abbiamo cercato di agevolare in ogni modo e all’interno delle normative vigenti l’operazione di subentro ma le proposte e le disponibilità, come quella di concordare un indennizzo adeguato per coloro che preferiscono non passare alla nuova realtà, sono state rigettate. Se Fercam ha davvero intenzione e interesse a investire nel Gruppo Artoni lo può fare e misurarsi con le difficoltà di un’azienda in crisi a partire dal piano industriale per trovare tutte le soluzioni necessarie, come la riduzione degli emolumenti del personale e l’attivazione degli ammortizzatori sociali applicabili, anche attraverso il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro”.

Fercam però ha preferito rinunciare a portare a termine l’operazione e così naufraga definitivamente quella che sarebbe stata una delle acquisizioni più importanti fra aziende italiane attive nel business della logistica e dell’autotrasporto. Per Artoni si apre una fase delicata perché diverse filiali e magazzini del gruppo stanno di fatto chiudendo l’attività in giro per l’Italia.

Le sigle sindacali Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti hanno idnetto uno sciopero per la giornata di giovedì 16 febbraio invitando “tutti i lavoratori, diretti e indiretti, a mettere in atto azioni

di visibilità e mobilitazione che stimolino Fercam a una rapida e positiva risposta”.

I sindacati sperano fino all’ultimo che la negoziazione con il gruppo altoatesino si possa riaprire e nella loro nota dicono infatti: Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti richiedono l’immediata prosecuzione del confronto per la realizzazione del subentro di Fercam in Artoni. La procedura attivata da Fercam e Artoni va rapidamente conclusa per garantire la continuità dell’occupazione e delle attività”.

N.C.

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