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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/10/18 14:26

Fedespedi chiede alle Dogane le ‘istruzioni per l’uso’ per affrontare la Brexit

La federazione auspica un “piano di comunicazione e di informazione” per le imprese del settore e che possa essere valorizzato lo status di AEO

Manca poco al 30 marzo 2019, giorno a partire dal quale il Regno Unito cesserà di fare parte dell’Unione Europea diventando – in assenza di un accordo ratificato a breve da entrambe le parti, prospettiva che ad oggi appare improbabile – un Paese Terzo nei rapporti commerciali con gli Stati membri, alla stregua della Cina.

Trattandosi di uno dei più importanti partner commerciali dell’Italia (quinto cliente e nono fornitore per valore degli scambi) – rileva con preoccupazione Fedespedi – la transizione rischia di trasformarsi in una corsa ad ostacoli, anche perché, seguendo da vicino i lavori della Commissione e del Governo inglese su Brexit, l’associazione spiega di avere “chiara percezione del fatto che l’UE voglia vendere a caro prezzo l’uscita di uno Stato membro dal Mercato Unico”, e questo anche “in termini di costi, formalità doganali, controlli e così via”.

È da questo stato di incertezza che nasce la richiesta all’Agenzia delle Dogane avanzata dalla federazione, che chiede di poter avere informazioni puntuali, anche operative, sui cambiamenti che la Brexit comporterà porterà nelle relazioni economiche e commerciali con l’Italia e con l’Europa.

Ricordando il caso di Francia e Paesi Bassi, che anche a causa della posizione geografica e dei rapporti più stretti con il Regno Unito si stanno muovendo facendo informazione ma anche “assumendo personale”, Fedespedi per voce del suo presidente (e vicepresidente di Confetra) Roberto Alberti nel concreto si è rivolta alla Direzione Centrale dell’agenzia - “alla luce del concetto di “partnership doganale” veicolato dal nuovo Codice Doganale dell’Unione” - chiedendole di avere “un ruolo attivo nel preparare un piano di comunicazione e di informazione verso gli operatori del settore, prime fra tutte le imprese di spedizioni internazionali. Il piano dovrebbe mirare ad “approntare canali di comunicazione diretti e preferenziali tra agenzie e operatori”, in modo tale che quando l’accordo sarà pronto l’accordo, le informazioni potranno essere veicolate tempestivamente a tutti.

Su questo fronte in particolare, va registrato l’avvio, da parte di Confetra, di un dialogo (sotto il titolo di ‘Brexit, guerra dei dazi USA–Cina e Custom Decision UE’), con l’allora Direttrice della Direzione centrale Tecnologie per l’innovazione dell’Agenzi Teresa Alvaro, cui Fedespedi spiega di aver “aderito con convinzione”.

A sua volta la Federazione ricorda di essersi mossa in ambito europeo con la partecipazione al working group Brexit del CLECAT (Comité de Liaison Européen des Commissionaires et Auxiliaires de Transport du Marché Commun), che negli ultimi mesi ha incontrato due volte i funzionari responsabili di questioni doganali del Governo inglese e della Commissione Europea e le cui riflessioni sono confluite in un gruppo di lavoro coordinato da Domenico De Crescenzo.

Tra le proposte avanzate ora per evitare che gli operatori italiani che esportano nel Regno Unito vengano penalizzati dalla Brexit, Fedespedi auspica anche che “possa essere valorizzato lo status di AEO (Authorized Economic Operator, previsto dal Codice Doganale dell’Unione)” ad esempio con forme di semplificazione, corsie preferenziali o agevolazioni riservate loro. Il tema, spiega, sarà discusso con Cinzia Bricca, Vicedirettore ADM Agenzia Dogane e Monopoli, il 17 ottobre in occasione dell’Agorà 2018 di Confetra e domani 11 ottobre al convegno "Il diritto doganale tra competitività e politiche nazionalistiche. Quali prospettive per il commercio internazionale?".

 

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