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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/02/17 12:58

Ecco le nuove regole per le manovre ferroviarie

Approvata la delibera dell’Autorità dei Trasporti che disciplina il servizio in 13 impianti

Il lungo procedimento iniziato nel 2014 e svoltosi in un confronto costante con gli stakeholders si è concluso nei giorni scorsi con l’adozione da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti della delibera di approvazione delle “Misure di regolazione volte a garantire l’economicità e l’efficienza gestionale dei servizi di manovra ferroviaria”.

Rispetto allo schema predisposto l’autunno scorso le misure individuate sono passate da 11 a 12 mentre gli impianti coinvolti non sono più 14, ma 13, essendo stato escluso quello di Gallarate (Ambrogio) in quanto terminal privato con unico gestore ed unico cliente. Gli altri, Novara Boschetto, Melzo Scalo, Milano Smistamento, Verona Quadrante Europa, Padova Interporto, Venezia Marghera Scalo, Bologna Interporto, Castelguelfo, Piacenza, Ravenna, nodo di La Spezia (La Spezia Marittima, La Spezia Migliarina, S.Stefano di Magra), Livorno Calambrone e Bari Lamasinata, sono impianti caratterizzati da un frazionamento della proprietà degli asset ferroviari interessati dal servizio di manovra. Un servizio che in tali impianti Rfi da tempo ha deciso di non fornire più.

Da qui l’intervento dell’ART, volto a “garantire il rispetto dei principi di equità, trasparenza e non discriminazione nel processo di selezione dei gestori unici dei servizi di manovra, nonché l’ottimizzazione dei processi allocativi della capacità, l’economicità e l’efficienza nella gestione del servizio di manovra”.

Il cuore della delibera risiede nella definizione dei criteri per l’individuazione del gestore unico della manovra, ferma restando la possibilità di ricorso all’autoproduzione del servizio (disciplinata anch’essa dalla delibera). Tali criteri si fondano sulla definizione di “operatore comprensoriale”, cioè il soggetto, pubblico o privato, proprietario di porzioni del comprensorio ferroviario in cui si svolga sia attività di manovra che attività di movimentazione di merci. Fra essi anche le Autorità di Sistema Portuali per quanto riguarda le aree ricadenti nella loro circoscrizione. La misura 5 detta le regole affinché i diversi operatori comprensoriali adottino un “Regolamento comprensoriale della manovra ferroviaria”, che sostanzialmente fisserà le condizioni operative a cui sarà soggetto chi effettuerà materialmente i servizi (da individuarsi non oltre la fine del 2017).

Le successive misure disciplinano fra l’altro l’assegnazione dei locomotori di manovra di proprietà di Rfi, la durata dell’affidamento del servizio di manovra ferroviaria (durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni) e i metodi di determinazione delle tariffe.

“Nel corso del 2017, così come negli anni a venire – si legge nella parte introduttiva della delibera –l’Autorità, considerato il ruolo sempre più strategico che il sistema logistico che si interfaccia con la rete ferroviaria nazionale e regionale è destinato ad assumere, si riserva di monitorare gli effetti applicativi delle misure contenute nel presente atto di regolazione, anche in termini di integrazione efficiente della filiera logistica, assicurandone inoltre la coerenza con l’evoluzione del quadro normativo e regolamentare, sia nazionale che europeo”.

Possibile, in futuro, l’estensione delle misure ad altri comprensori ferroviari, compresi quelli portuali: “In esito ad eventuali specifiche attività istruttorie, avviate autonomamente, su motivata segnalazione o in presenza di rilevanti interventi infrastrutturali nei comprensori, l’Autorità, previa consultazione del Gestore dell’Infrastruttura (Rfi, ndr) nonché delle AdSP eventualmente interessate, può modificare il suddetto ambito di applicazione qualora risulti necessario estenderlo o limitarlo. Tali modifiche sono rese pubbliche anche nell’ambito delle procedure di revisione del Prospetto informativo della rete ferroviaria nazionale”.

A.M.

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