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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/03/20 16:07

Coronavirus: serrata totale anche in Svizzera

Berna ha imposto la chiusura di tutte le attività non necessarie e controlli alle frontiere, mentre ha incrementato la dotazione di fondi pubblici a sostegno dell'intermodalità ferroviaria

Come sempre più Paesi europei stanno facendo, anche la Svizzera, preso atto della portata della pandemia di coronavirus in corso, con l'Epidemics Act varato lo scorso 16 marzo dal Consiglio Federale della Confederazione Elvetica ha deciso di attuare una serie di contromisure per tentare di limitare la diffusione del virus COVID-19.

Almeno fino al prossimo 19 aprile tutti i bar, ristoranti, e strutture per l'intrattenimento resteranno chiuse, mentre rimarranno aperti solo negozi di alimentari e farmacie.

Il Governo di Berna ha poi deciso di attuare controlli alle frontiere con Germania, Austria e Francia (con l'Italia erano già in vigore) e di schierare 8.000 militari a sostegno delle attività logistiche e di sicurezza nei vari cantoni.

Nel frattempo, comunque, la Confederazione ha deciso anche di stanziare 295 milioni di franchi svizzeri, in aggiunta ai 90 milioni già indirizzati a tale scopo, a sostegno dell'intermodalità ferroviaria, prendendo atto del fatto che lo shift modale non ha ancora raggiunto le quote previste dal relativo piano nazionale (che peraltro programmava la fine dei sussidi pubblici nel 2023, scadenza poi prorogata al 2026).

Dai 1,4 milioni di semirimorchi che attraversavano le Alpi Svizzere su gomma nel 2000, l'obbiettivo è arrivare a 650.000 unità all'anno, ma nel 2017 e 2018 il conteggio ha raggiunto rispettivamente quota 954.000 e 941.000.

Per facilitare l'utilizzo della ferrovia il National Council ha anche proposto la creazione di una rotta alternativa che passerebbe anche in territorio francese, “cosa non facile da realizzare però, perchè – secondo la direttrice del dipartimento federale per le infrastrutture e l'ambiente Simonetta Sommaruga – i francesi potrebbero non avere lo stesso interesse a portare avanti il progetto”.

Sempre con la finalità di incentivare lo shfit modale dalla strada alla rotaia, la Svizzera ha poi recentemente varato una serie di altre agevolazioni, a partire da una progressiva riduzione del costo per l'utilizzo delle tracce ferroviarie, che calerà di 90 milioni di franchi ogni anno a partire dal 2021, oltre a speciali sconti per i treni a lunga percorrenza.

 

 

 

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