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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/05/19 09:09

Ciliegina estera sulla torta di InRail per il decimo compleanno

L’impresa ferroviaria privata guidata da Porta celebra in pompa magna il primo decennio d’attività dal nuovo presidio dell’officina di Udine e punta decisa al mercato della Slovenia

Dal nostro inviato

 

Udine – È stata festa davvero grande al nuovo compound friulano di InRail, che ha invitato oltre 200 persone, dalle maggiori istituzioni politiche territoriali agli operatori del settore ferroviario, colleghi, clienti, fornitori e partner, oltre naturalmente ai dipendenti, per celebrare molto più di un semplice anniversario di attività aziendale.

Il sottotitolo della ‘convocazione’ - l’inaugurazione della nuova officina di Udine – in realtà celava una cerimonia in pompa magna e, dulcis in fundo, oltre ad una torta propriamente detta, la classica ‘ciliegina’ su quest’ultima della novità assoluta dell’apertura ad un nuovo mercato internazionale, anche se a quanto ci risulta in realtà convogli trainati dai locomotori rosso-azzurri erano già stati circolati verso la Slovenia nel febbraio 2013.

“In effetti ci aspettiamo molto da questa iniziativa estera” conferma a Ship2Shore, a margine della fastosa celebrazione dei primi 10 anni di attività, Guido Porta, Presidente di InRail. “A inizio marzo abbiamo ottenuto il certificato di sicurezza per operare anche in Slovenia ed abbiamo già assunto i primi 6 macchinisti sloveni, perché occorre averne di nazionalità locale. Confidiamo di potere avviare a fine giugno i primi servizi sulla relazione Nova Gorica-Villa Opicina. Saremo la prima impresa ferroviaria privata in assoluto – perché non possiamo confrontarci con le emanazioni delle potenti compagini ferroviarie statali – in grado di operare autonomamente in Slovenia” esprime tutta la sua soddisfazione il nume tutelare della ferrovia ligure-friulana, senza nascondere che anche InRail, proprio in tema di personale specializzato, subisce la politica aggressiva dell’operatore incumbent.

“Soffriamo, come altre imprese ferroviarie private, l’attitudine di Mercitalia, che ci sottrae, con la lusinga di contratti migliorativi, i macchinisti che noi abbiamo faticosamente formato; questo si traduce per noi in un costo addizionale” ammette il manager ed imprenditore genovese, che peraltro non si fa certo rovinare la festa (su cui la società ha investito una cospicua cifra, ottenendo peraltro una rilevante cassa di risonanza come ritorno di immagine) da questo pensiero di concorrenza non del tutto fair cui comunque più o meno tutte le imprese aderenti a Fercargo sono soggiogate.

“Su questa infrastruttura di Via Giulia, estesa su una superficie di 15.000 metri quadrati, che abbiamo rilevato dopo tanti anni di trattativa faticosa, e che sotto la gestione del Gruppo FS di Moretti sembrava impossibile riuscire ad ottenere, giochiamo la nostra nuova scommessa. Abbiamo rilevato un paio di anni fa l’impianto in condizioni pietose di totale abbandono, con alberi cresciuti al centro dei binari, edifici fatiscenti e diroccati. Abbiamo già investito 3 milioni di euro per riattare 4 dei 5 locali che compongono il complesso (officina per manutenzione dei locomotori, officina per manutenzione dei moduli passeggeri, magazzino, aule di formazione e spogliatoi), ed altri 800mila euro saranno destinati a rinnovare la palazzina degli uffici. Un’intensa operazione di recupero, riqualificazione e restauro che ha comportato un anno di lavori. Gli investimenti sono stati propiziati da un finanziamento della Banca di Cividale, mentre la finanziaria regionale Friulia, che pure aveva supportato la newco quando era start up, non è più parte della compagine societaria dopo avere partecipato al capitale azionario col 35% per 5 anni”.

L’impianto – che nasce dal recupero di una storica officina ferroviaria: sul sito è infatti possibile ammirare due pompe di fine ‘800 per il rifornimento idrico delle locomotive a vapore - a pieno regime, sarà in grado di operare contemporaneamente su 8 locomotori e potrà garantire il ricovero di macchine per la manutenzione preventiva, la manutenzione correttiva, il lavaggio e le revisioni. L’officina è raccordata alla rete ferroviaria nazionale con un modulo di 210 metri conforme al ricovero e alla manutenzione di moduli treni passeggeri. Il sito è composto da area coperta di 6.000 metri quadrati, un parco ferroviario composto da 11 binari e area di lavaggio delle locomotive di 500 metri quadati.

La nuova officina amplia il network di strutture per la manutenzione del materiale rotabile che comprende l’officina MaReSer presente nel Porto di Genova e di Savona/Vado e l’officina ODA di Arquata Scrivia (Alessandria).

Con sede legale e amministrativa a Genova e sedi operative a Udine e Nova Gorica (Slovenia), la società si avvale di un organico di 120 dipendenti tra istruttori accreditati per la formazione del personale, agenti esperti nelle attività di preparazione e condotta dei treni ed una sala operativa multilingua per la gestione del traffico, ed è parte di una rete di aziende affiliate attive nella logistica ferroviaria che riunisce 16 società distinte e conta 350 dipendenti per un volume d’affari complessivo di 60 milioni di euro. InRail ha chiuso il 2018 con un fatturato di 31 milioni di euro.

“È un dato abbastanza stabile, che varia dai 30 a 33 milioni di euro. La redditività annuale dipende spesso da fattori esogeni, ad esempio di recente siamo stati molto penalizzati dalla chiusura per 4 mesi del valico di Tarvisio” spiega Porta, che annota come le merci che più tirano il business in questo momento sono i cereali, nei quali InRail è leader, e che consentono di fare i cosiddetti ‘treni pesanti’. “Una parte dei nostri carichi sono assicurati dai nostri due azionisti industriali, le società ABS (Acciaierie Bertoli Safau) Danieli e Fantoni, che contribuiscono ad un 20% di traffico garantito”.

Come si ricorderà, InRail infatti nasce nel 2009 dalla confluenza di interessi provenienti da due diverse sponde: da un lato i tre soci fondatori individuali del 2006 Guido Porta, Lucio Gentile e Germano Boni, che oggi fanno parte di Tenor Srl (63%); dall’altro il binomio industriale Danieli-Fantoni, che nel 2008 avevano costituito Inter-Rail Spa (37%), con Amministratore Delegato Tullio Bratta.

“Il nostro primo treno data al 9 febbraio 2009, anche se la gestazione era stata biennale, perché, come si sa, costituire una nuova impresa ferroviaria in Italia non è pratica di immediata risoluzione burocratica. Ogni singola linea nazionale sulla quale siamo stati abilitati da ANSF ce la siamo dovuta guadagnare km per km, certificando macchine e personale” rammenta il Presidente. “Oggi InRail è una realtà consolidata, capace di trasportare tutte le merceologie di prodotti, fornendo servizi che puntano alla qualità, perché la nostra immagine è il miglior fattore competitivo, più del prezzo. Disponiamo di 14 locomotori che devono girare per almeno 120.000 km annui per essere redditizi, e serviamo anche porti lontani dalla nostra area di maggiore interesse (il Nord Italia) quali Gioia Tauro e Taranto.

Insieme alla sister company Fuorimuro Srl, che cura in esclusiva le manovre ferroviarie nel porto di Genova e che effettua collegamenti regolari anche sulla rete nazionale, ed alla società FUC Ferrovie Udine Cividale, con la quale siamo apparentati – in passato ci siamo avvalsi della sua officina, prima di insediarci qua – possiamo mettere in campo una forza motrice di 16 locomotori elettrici, 5 locomotori diesel e 30 locomotori per manovre” prosegue il suo appassionato racconto della breve ma ricca di eventi storia di InRail il suo portavoce.

“Oltre a ciò ci pregiamo di poter offrire al mercato tre servizi innovativi: possiamo effettuare treni pesanti, essendo riusciti ad aumentare la portata dalle consuete 1.600 a 2.200 tonnellate; siamo stati i primi ad avere introdotto locomotori diesel elettrici che dunque possono effettuare le manovre sino a destino anche in assenza di rete elettrificata; disponiamo di 9 locomotori con asse a 20 tonnellate che consentono di superare linee in passato penalizzate come quelle di Gemona ed Osoppo”.

Al suo cospetto ascoltano attentamente, prima di porgere a loro volta un saluto ai presenti, ospiti di riguardo come il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’Assessore Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, il Sindaco di Udine Pietro Fontanini, l’Assessore Mobilità e Vicesindaco Loris Michelini, il Presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli, il Presidente di FerCargo Giancarlo Laguzzi (che era stato mentore all’Università di Guido Porta).

Proprio la Regione FVG punta in maniera dichiarata su questi asset, come ricorda il Governatore Fedriga, che cita il ‘quadrilatero’ interportuale Pordenone, Cervignano, Fernetti, Gorizia come polo logistico di valenza europea che suscita interessi anche dall’estero.

E come meglio dettaglia a Ship2Shore l’Assessore Pizzimenti, che annota la “grande dotazione di infrastrutture specializzate pure in una regione relativamente piccola come la nostra: oltre ai 4 interporti abbiamo 3 aeroporti e 3 porti di calibro come Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro. È questa la miglior risposta alla ‘sete’ di infrastrutture dedicate che richiede la moderna logistica. Il FVG è diventato un vero hub, quel polo capolinea in Europa che la Cina sta cercando nella implementazione del suo progetto di Via della Seta. Una siffatta offerta ha già destato interesse da operatori di Slovenia ed Austria, che hanno già stabilito contatti col territorio. Proprio in virtù di queste prerogative forse uniche in Italia, alla prossima Fiera di Monaco di Baviera ci presenteremo come un tutto unico, quale Sistema Regionale Integrato, perché non avrebbe senso giocare la grande partita internazionale da indipendenti” spiega Pizzimenti, concludendo con il rilevare le poche criticità da risolvere, quali la dotazione di due ‘lunette’ ai raccordi ferroviari di Pordenone e Gorizia utili a risolvere la questione dell’inversione del senso di marcia ai convogli ferroviari.

La chicca finale della cerimonia è stata la scopertura del sipario su un locomotore Vectron Siemens che l’artista specializzato Emanuele Panzarini ha realizzato appositamente per conto di InRail; un progetto artistico concretizzato nella nuova livrea disegnata per celebrare i 10 anni della società.

Angelo Scorza

 

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TAG : Ferrovie
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