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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/02/14 17:08

CFI fa acquisti da Siemens guardando al futuro

L’Impresa Ferroviaria di Roma riceverà per prima in Italia due motrici Vectron con il modulo diesel Last Mile per la manovra in autonomia negli scali minori

Interessanti novità si preparano per questo 2014 nel Cargo Ferroviario in Italia, perché finalmente l’arrivo di una prima pattuglia di nuove locomotive dotate di tecnologie di ultima generazione permetterà di avere maggiore efficienza, minori costi di produzione e di ottenere un incremento della competitività del settore.
Si tratta delle Vectron, ultimo prodotto della SIEMENS, sviluppato come ormai di regola come una piattaforma tecnica dalla quale si possono derivare in produzione, con procedure predefinite e in tempi relativamente brevi, locomotive composte secondo le specifiche esigenze del cliente.
La versione per il mercato italiano, con alimentazione elettrica in Corrente Continua 3.000 V, è denominata Vectron DC, ha una potenza di 5.2 megawatt, e da tempo una macchina di proprietà Siemens (191 001) si trova in Italia per l’effettuazione dei test di omologazione da parte dell’Agenzia ANSF. Le ultime notizie la danno per giunta a Firenze la settimana scorsa, per l’inizio delle prove dinamiche. L’autorizzazione a circolare sulla Rete Italiana è attesa entro Maggio prossimo.
Da quel momento le due unità ordinate già da un paio d’anni dalla genovese Fuori Muro, che sono attualmente pronte ma in attesa presso lo stabilimento Siemens di Monaco di Baviera, potranno finalmente essere messe in servizio.
L’ultima novità viene però da Roma, perché è stato reso noto che Compagnia Ferroviaria Italiana CFI ha indirizzato la scelta delle due unità di trazione che stava valutando (S2S 38/2013) sulle Vectron DC, formalizzando pochi giorni fa il contratto con Siemens.
Con una particolarità del tutto inedita per l’Italia: CFI ha deciso di acquisire le locomotive in versione ibrida Last Mile, ovvero dotate del modulo diesel a bassa potenza per effettuare in totale autonomia il servizio di manovra anche nei piccoli scali e su tratti di raccordo non elettrificati.
Questo permetterà di dare un servizio anche nelle località minori, che la revisione dei servizi di manovra da parte di RFI (S2S 48/2013) ha lasciato sostanzialmente inutilizzabili. Basti pensare che oggi alcune Imprese Ferroviarie per non perdere i clienti raccordati a questi scali sono obbligate ad utilizzare una composizione di due locomotive, una elettrica titolare del treno, e una diesel a rimorchio, che viene messa in funzione solo per effettuare la manovra all’arrivo – con quali aggravi di costi è facile immaginare.
Davvero molto soddisfatto Giacomo Di Patrizi, AD di CFI : “Anche in un momento difficile come questo, le prospettive di CFI per il futuro sono buone, abbiamo numerosi progetti e il mercato ci sta premiando affidandoci nuovi servizi. Perciò abbiamo deciso questo importante investimento, di poco meno di 8 milioni di Euro, in nuove tecnologie, che ci permetteranno di essere sempre più innovativi, efficienti e flessibili, com’è nello spirito di CFI”. Attualmente la Compagnia dispone di sette locomotive elettriche, di cui due Siemens E190 Taurus in proprietà e cinque del tipo 189 a noleggio.
“Le due nuove macchine – prosegue Di Patrizi – ci verranno consegnate in Agosto e in Settembre prossimi. Nel frattempo abbiamo concordato con Siemens la cessione in noleggio di un’altra unità del tipo 189 per coprire le necessità immediate di sviluppo del traffico. Il modulo diesel di manovra verrà integrato nelle locomotive nel corso del 2015, come upgrade”.
Nonostante tutte le difficoltà e i vincoli di ogni genere che rendono in Italia ancora difficile portare la modalità ferroviaria ad essere più competitiva rispetto alla strada, e che hanno visto negli ultimi sei anni crollare di quasi il 40% il volume annuo di treni/chilometro circolanti, le Imprese Ferroviarie che sono nate con la liberalizzazione del mercato, ed in particolare quelle che rappresentano veramente iniziativa e capitali privati, stanno dimostrando come sia possibile dare sia servizi di trasporto affidabili sia ottenere una gestione economica efficiente.
Non a caso le Società raggruppate in FerCargo, l’Associazione che rappresenta la quasi totalità degli operatori ferroviari merci non appartenenti al Gruppo FSI, nel 2013 hanno complessivamente raggiunto circa un terzo della quota di mercato.

Fulvio Quattroccolo

TAG : ferrovie
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