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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/01/20 16:55

Anita vs Austria: il nuovo governo programma misure che discriminano gli operatori stranieri

Secondo Baumgartner gli interventi pro-clima approvati dalla coalizione tra Popolari e Verdi andrebbero a colpire i traffici in transito senza toccare quelli che hanno origine o destinazione nel paese. Anche Conftrasporto contro il ‘bullismo’ austriaco

Continua la battaglia di Anita contro le misure programmate dall'Austria per limitare i traffici stradali lungo l'asse del Brennero, e non solo. Mentre dall'inizio di gennaio è entrato in vigore il provvedimento che impedisce il transito a un ulteriore insieme di categorie merceologiche (costringendo gli operatori, secondo l'associazione, a riversarsi sulla RoLa, l’autostrada viaggiante operata dalle ferrovie austriache), nel frattempo nel paese, a tre mesi dalle elezioni, il Partito Popolare e i Verdi hanno raggiunto un accordo su un programma di governo. Un testo di oltre 300 pagine (qui disponibile in lingua tedesca) che, secondo le sintesi dei media internazionali, presenta importanti concessioni al lato verde della coalizione (per la prima volta in un esecutivo) fissando obiettivi per la lotta al cambiamento climatico come il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2040 e la garanzia di incentivi al trasporto ferroviario (in particolare, in luogo di quello aereo). Ma che, secondo Anita, nella sua traduzione concreta, prevede in realtà misure che andranno a favorire l'industria del paese sfavorendo quelle degli operatori esteri, innalzando così un ostacolo alla libera circolazione delle merci.

Thomas Baumgartner, presidente dell'associazione confindustriale, lo ha detto esplicitamente in una lettera indirizzata ai rappresentanti politici altoatesini – in primis gli assessori provinciali all'economia e ai trasporti - avente per tema la futura politica dei trasporti dell’Austria. Secondo Baumgartner le misure previste nell'accordo di governo (riassunte qui dalla stessa Anita) per un trasporto delle merci “in armonia con il clima", alcune delle quali già in vigore, riguardano infatti solo il traffico merci in transito su strada tra Italia/Alto Adige e gli Stati membri dell'Europa settentrionale, ma non quello con origine o destinazione in Austria. Se per il primo tipo l'esecutivo si propone infatti un "contingentamento del numero di transiti", sull'altra attività si esprime invece a favore del "mantenimento del traffico e della sicurezza dell'approvvigionamento". In aggiunta, riferisce Anita, nel documento il governo propone di mantenere a basso costo il prezzo del gasolio in Austria per il traffico locale delle merci, vietando però al contempo il rifornimento a queste stesse condizioni di favore a chi effettua trasporti con solo transito in Austria. "Discreta e inequivocabile discriminazione a favore della produzione austriaca, della sede commerciale austriaca e degli scambi commerciali austriaci con i Paesi europei e non solo" secondo l’associazione. La missiva di Baumgartner si conclude con la richiesta, agli assessori all’economia e ai trasporti e all'intero Governo dell’Alto Adige di opporsi a "questa politica discriminatoria", ritenuta dannosa non solo per il settore dei trasporti, ma per l'intera "competitività dell'Alto Adige e dell'Italia" e ipotizza che, in caso di mancato ritiro delle misure, “anche le esportazioni austriache verso l'Europa o all'estero, che sono inevitabilmente traffico di transito per altri Paesi europei” diventino essere soggette a limitazioni e tassazioni.

 

Conftrasporto chiede all’Italia e ai soci della Road Alliance di fermare il bullismo austriaco

 

Si rivolge invece direttamente al governo italiano e a tutti gli otto paesi che in Europa hanno costituito la Road Alliance (per fermare il dumping sociale nell’autotrasporto: da notare che tra questi compare la stessa Austria) l’appello di Conftrasporto.

Per contrastare l’estensione del divieto al transito stradale sul Brennero già messo in atto dall’Austria (che, riassume l’associazione, aggiunge carta, cartone, prodotti a base di oli minerali fluidi, cemento, calce e gesso, tubi e profilati cavi e cereali all’elenco di categorie merceologiche per il quale l’interdizione era già in vigore, e in cui compaiono rifiuti, pietre, terre, materiali di risulta/detriti legname in tronchi, sughero, minerali ferrosi e non, marmo, travertino e  piastrelle in ceramica), Conftrasporto si spinge addirittura a richiedere all’esecutivo di opporsi “a tutti i provvedimenti che l’Ue proporrà, su qualsiasi tema”.

Anche secondo l’associazione aderente a Confcommercio il punto chiave è, per usare le parole del vicepresidente Uggé, “l’atteggiamento tiranno di un Paese che, con il pretesto dell’ambiente, danneggia sistematicamente la nostra economia esentando invece dai divieti i suoi Tir, come se i mezzi pesanti austriaci spargessero nell’aria essenze floreali”.

Secondo i calcoli di Conftrasporto per ogni ora di ritardo nell’attraversamento del Brennero, l’economia italiana paga più di 370 milioni di euro all’anno. “Quale sarà la prossima mossa del nuovo governo di coalizione dell’Austria, che affida i Trasporti ai Verdi?” si chiede infine Uggè, che conclude “Dovremmo rispondere con un’azione di forza, da un lato da parte del governo italiano; dall’altro facendo valere il peso degli 8 Paesi che in Europa hanno costituito la ‘Road Alliance’ dell’autotrasporto per contrastare ogni forma di dumping”.

F.M.

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