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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/03/20 16:38

Amazon si ferma a Castel San Giovanni e Passo Corese

Sciopero nei due hub logistici per chiedere il rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Intanto negli USA l'azienda punta ad assumere 100mila nuovi addetti per far fronte alla crescita dell'e-commerce, spinta proprio dall'epidemia di coronavirus

Maggiori garanzie in materia di sicurezza sanitaria in tempi di coronavirus: a chiederle sono i lavoratori di Amazon degli hub logistici di Castel San Giovanni e di Passo Corese, i due più grandi centri dell'azienda statunitense in Italia, che tra ieri e oggi hanno fermato le attività.

L'accusa che traspare dalle rivendicazioni dei loro rappresentanti è quella di non volere fermare o ridimensionare le attività, soprattutto in questo momento di particolare fermento del commercio elettronico, sostenuto proprio anche dal timore di recarsi nei punti vendita tradizionali per il timore del contagio da Covid-19.

Nel centro piacentino lo sciopero è stato indetto "a oltranza" perché, secondo alcuni rappresentanti dell'UGL l’azienda non applicherebbe il patto tra governo e patti sociali per il contenimento del Covid-19”.  Precisamente, i rappresentanti di Cisl, Cgil, Uil e Ugl di Castel San Giovanni hanno denunciato "la mancata integrale applicazione da parte di Amazon a quanto si è tradotto nell’intesa siglata tra Governo e Parti Sociali", un "comportamento inaccettabile e pericoloso per la salute dei dipendenti e dei loro contatti esterni". Da lì la decisione di proclamare "lo stato di agitazione con decorrenza immediata", tradottosi in una "astensione del lavoro" fino "al recepimento e al rispetto integrale delle disposizioni".

Nell'hub di Passo Corese lo sciopero è stato proclamato per la giornata di oggi da Filt Cgil Roma Lazio e dalla Nidil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene, che hanno spiegato di ritenere "insufficienti i provvedimenti assunti da parte di Amazon Italia Logistica", rilevando particolari criticità in "materia di distanziamento delle postazioni di alcuni reparti" e riscontrando la "mancata dotazione di dispositivi di protezione individuale". Amazon ha risposto alle rivendicazioni dei rappresentanti di entrambi i suoi hub con una nota in cui afferma di seguire "rigorosamente le indicazioni fornite dal Governo e dalle autorità sanitarie locali nell’implementare in tutti i siti le giuste misure per contenere l’emergenza sanitaria in corso", ricordandole poi nel dettaglio (maggior frequenza di interventi di sanificazione e pulizia, precauzioni per osservare la distanza interpersonale di un metro, revisione degli afflussi) e segnalando di avere introdotto misure simili anche nelle attività di consegna.

L'epidemia di coronavirus come detto sta però mettendo sotto pressione le attività di Amazon in tutto il mondo anche in un altro senso. Il timore diffuso dei contagi da Covid-19 sta infatti generando un boom dell'e-commerce, utilizzato ora in modo crescente anche per consegne di beni di primo consumo come generi alimentari e per la cura personale. Dal quartier generale di Seattle, l'azienda ha fatto sapere di che la clientela potrà riscontrare la temporanea indisponibilità di alcuni prodotti o che i tempi di consegna potranno allungarsi. La stessa Amazon Italia ha spiegato che a partire da questa settimana verrà data la priorità alla ricezione e spedizione di generi alimentari, prodotti per la salute e la cura personale, oggetti necessari per lavorare da casa, libri e giocattoli per bambini. Sempre dagli USA, l'azienda ha anche annunciato che aprirà a breve 100mila nuove posizioni lavorative, full o part time, tra magazzinieri e addetti alle consegne nel territorio degli Stati Uniti.

TAG : Logistica
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