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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/11/18 18:20

Sanzioni USA all’Iran: Italia esentata per 6 mesi

Il Belpaese, come altri 7 Stati, ha ottenuto da Washington un periodo di moratoria durante il quale potrà continuare ad acquistare petrolio da Teheran

Da oggi 5 novembre sono formalmente in vigore le nove sanzioni americane nei confronti dell’Iran, volute dall’amministrazione Trump e annunciate lo scorso maggio, ma considerate da molti osservatori un passo indietro rispetto all’accordo dei 5+1 firmato nel luglio 2015 da Cina, Francia, Russia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia, che poneva fine al precedente regime sanzionatorio.

Al momento, quindi, le aziende americane, ma anche i soggetti che hanno rapporti d’affari con entità a ‘stelle e strisce’ e vogliono mantenerli, non potranno più commerciare una lunghissima serie di beni con l’Iran, a partire ovviamente da petrolio e gas, di cui il Paese degli ayatollah è un importante esportatore a livello internazionale.

Divieto che, però, si è appreso nelle scorse ore, prevede alcune significative eccezioni: il ‘ban’ sull’acquisto di petrolio iracheno, per esempio, non vale per alcuni Paesi, Italia compresa.

L’obbiettivo di Washington è ovviamente quello di colpire una delle principali fonti di reddito di Teheran, che ricava un terzo delle entrate globali proprio dalla vendita internazionale di petrolio, e in parte sembra già essere stato raggiunto.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, infatti, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo avrebbe dichiarato che “oltre 20 paesi hanno già azzerato le loro importazioni di greggio dall’Iran” e che da maggio ad oggi “il regime (iraniano; ndr) ha già perso 2,5 miliardi di dollari di ricavi legati alla vendita di petrolio”.

Ci sono però una serie di Paesi, ovvero – oltre all’Italia – Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Grecia, Taiwan e Turchia, che, in ragione di alcune particolari circostanze, non saranno inizialmente colpiti dalle sanzioni USA e potranno quindi continuare ad acquistare legalmente petrolio iraniano per i prossimi sei mesi, tempo che l’amministrazione Trump ha deciso di concedere alle citate nazioni, tra le principali acquirenti mondiali di greggio iraniano, per sostituire il petrolio proveniente da Teheran con prodotto di diversa origine.

“Abbiamo deciso di concedere un’esenzione temporanea ad una manciata di Stati in risposta a determinate circostanze e per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Ognuno di questi Paesi ha comunque già messo in atto una significativa riduzione dei propri acquisti di petrolio iraniano nei passati 6 mesi” ha spiegato Pompeo alla Reuters.

L’Iran è – o per meglio dire era, visto che comunque e breve gli acquisti dovranno fermarsi del tutto – un’importante fonte di approvvigionamento per l’Italia: secondo i dati raccolti dall’Unione Petrolifera, infatti, il Paese degli ayatollah è il terzo fornitore con 5,23 milioni di tonnellate nei primi 7 mesi (gennaio-agosto 2018), dietro solo ad Azerbaijan (primo, con 7,38 milioni di tonnellate) e Iraq (secondo, con 5,73 milioni di tonnellate).

E’ probabile però che, proprio in vista dell’entrata in vigore delle nuove sanzioni americane, l’Italia avesse già iniziato a ridurre gli acquisti da Teheran nei mesi scorsi: i 5,23 milioni di tonnellate di greggio iraniano importato nei primi 7 mesi del 2018, pari al 12,5% degli acquisti totali, fanno registrare infatti un calo del 10,3% su base annua.

 

Francesco Bottino

TAG : commodities
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