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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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02/04/19 15:57

Saipem studia la cessione delle divisioni drilling

Tra le interessate a rilevare le attività di perforazione, on e offshore, ci sarebbero Helmerich and Payne, Patterson-Uti, Pioneer Energy services, Transocean e Noble

Dalla diretta interessata nessuna comunicazione al riguardo, ma secondo quanto riportato da Bloomberg Saipem starebbe trattando la cessione della sua business unit drilling, che comprende le attività di perforazione sia on sia offshore, attraverso negoziazioni separate. Secondo l’agenzia di stampa, l’azienda di San Donato non avrebbe tuttavia ancora preso una decisione definitiva riguardo al dossier, tanto che sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità che non venga conclusa alcuna transazione. Il rumor ha comunque suscitato una certa attenzione a Piazza Affari, dove la società è quotata, con un rialzo del titolo che nella giornata di ieri (1 aprile, ndr) ha raggiunto il 2,33%.

Tra le potenziali interessate, ha riferito successivamente MF, ci sarebbero diverse società, tutte specializzate nel segmento delle perforazioni, aperte a sviluppare alleanze e a “rivedere i propri assetti”. La testata milanese ha citato in particolare i nomi delle statunitensi Helmerich and Payne, Patterson-Uti e Pioneer Energy services (queste ultime due attive solo a terra), e della svizzera Transocean, tra le società di cui Saipem starebbe sondando l’interesse. All’elenco viene poi aggiunta anche Noble Energy, pure statunitense, considerata un candidato ideale ma della quale si ricordano i problemi di indebitamento.

Tornando a Saipem, a essere maggiormente in difficoltà, come ricordato da Bloomberg, è in particolare la divisione offshore, in sofferenza dal 2014, che nel 2018 ha anche scontato la parziale inattività delle piattaforme semisommergibili Scarabeo 5 e Scarabeo 8 (ferme rispettivamente per dodici e per cinque mesi nel 2018), e per la quale lo stesso CEO Stefano Cao ha detto di non attendersi miglioramenti nel 2019.

Stando ai dati del bilancio preconsuntivo, nel 2018 precisamente la business unit Offshore Drilling ha generato ricavi per 465 milioni di euro (-24,1% sul 2017) e nello stesso periodo ha acquisto nuovi ordini per 234 milioni (erano 303 nel 2017), mentre l’EBITDA adjusted si è fermato a 226 milioni di euro (contro i 321 milioni di euro dell’anno precedente). Decisamente meglio è andata la business unit delle perforazioni onshore, che ha ottenuto ricavi per 501 milioni (erano 490 nel 2017) e nell’esercizio ha acquisito ordini per 245 milioni (126 nel 2017), con un EBITDA adjusted che ha toccato i 135 milioni di euro, dunque in miglioramento rispetto ai 109 milioni di euro del 2017.

StartMag ha raccolto le valutazioni di alcuni analisti finanziari che nonostante alcune differenze, concordano nell’assegnare alle due b.u. un valore di circa 2 miliardi di euro (1,9 secondo Equita, 2 secondo Kepler Cheuvreux).

Oltre alle due divisioni drilling, l’attività di Saipem è strutturata nelle due business unit E&C (Engineering & Construction), on e offshore, e in quella chiamata XSight, ancora in fase di startup, che offre consulenza ingegneristica su progetti ad alto valore tecnologico.

F.M.

TAG : Gas
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