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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/04/19 14:11

Prima acquisizione congiunta per Cauvin Metals e banchero costa

Fuselli e Cauvin spiegano le ragioni e le aspettative dell’affare che li ha portati al controllo della società di trading SAIF

Francesco Fuselli (banchero costa) Francesco Zucchi (SAIF) Ernesto Cauvin (Cauvin Metals)

Genova – Dopo essersi imparentate nel 2015, Cauvin Metals e banchero costa finanziaria hanno messo a segno la prima acquisizione congiunta rilevando con quote paritetiche il 70% di SAIF, primario operatore genovese attivo nel trading di coke di  petrolio (petcoke), combustibili alternativi e biomasse. Per la holding finanziaria della società di brokeraggio genovese (quest’ultima nei mesi scorsi ha anche aperto a Seoul in Sud Corea la propria decima sede all’estero), si tratta della seconda operazione nel business del trading dopo l’ingresso con il 10% proprio in Cauvin Metals. Quest’ultima società è attiva nel trading di alluminio primario e di zinco, con un volume di vendita annuale di 100mila tonnellate ed è agente del gruppo Boliden per le vendite di piombo e leghe di piombo per il mercato italiano.

“Per la nostra holding l’ingresso in SAIF, è una ulteriore diversificazione rispetto alle attività finora svolte” spiega il managing director di banchero costa, Francesco Fuselli. Che poi aggiunge: “In questo momento stiamo guardando anche ad altre opportunità; ci concentriamo in particolare su nuovi investimenti che possano essere redditizi e portare valore al network”.

SAIF opera sul mercato con tre diversi tipi di servizi: supply and trading, logistica e distribuzione e shipping (l’azienda dispone di un reparto dedicato al noleggio delle navi portarinfuse secche necessarie al trasporto dei propri prodotti). Su base annua sono circa un milione le tonnellate di prodotti spedite via mare dall’azienda che ha sede a Genova in Piazza Rossetti e che vede tuttora al vertice dell’operatività i fratelli Tommaso e Francesco Zucchi.

Ernesto Cauvin, presidente del gruppo Vittorio Cauvin, ha commentato quest’ultima operazione spiegando che “la partnership con banchero costa è stata ricercata da noi perché nel processo d’internazionalizzazione della società ci faceva piacere avere affianco un soggetto con grande esperienza di business in giro per il mondo”. A proposito dell’acquisizione di SAIF (il cui restante 30% è oggi controllato da una fiduciaria), l’imprenditore genovese spiega che “Cauvin Metals (che nel 2020 compirà 10 anni) per il gruppo Cauvin è stato un ritorno all’attività di trading e l’operazione su SAIF rappresenta un allargamento strategico del business. L’acquisizione è avvenuta a fronte di un investimento da 4,5 milioni di euro, in parte sottoforma di aumento di capitale e in parte come prestito convertibile. Conoscevamo da tempo il lavoro fatto dai fratelli Zucchi e abbiamo voluto rilevare il ramo d’azienda relativo all’attività di trading del petcoke e delle biomasse”. Alla famiglia Zucchi sono rimaste le attività esterne al trading e non considerate strategiche dai nuovi investitori.

 

Già nel 2019 sia Cauvin che Fuselli dicono di aspettarsi da SAIF “risultati positivi, con volumi e risultati in crescita, grazie al lavoro dei fratelli Zucchi e dei loro collaboratori che consente all’azienda di muoversi con grande competenza sul mercato”. A proposito invece del 2018, nei primi nove mesi dopo l’ingresso dei nuovi soci l’azienda appena passata di mano ha fatto registrare “risultati molto positivi con un fatturato di circa 70 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 20 milioni della controllata turca SAIF Enerji Kaynaklari Sanayi Ve Ticaret”. Da un punto di vista dei traffici marittimi SAIF acquista petcoke dalle raffineria prevalentemente degli Stati Uniti per poi rivenderlo in paesi come Turchia, Egitto, India e Ucraina.

Per quanto riguarda invece il 2018 di Vittorio Cauvin, gruppo attivo in quattro settori d’attività (importazione e distribuzioni fertilizzanti, acciaio, alluminio e trading di non ferrosi e procurement internazionale), il bilancio consolidato del 2018 dovrebbe attestarsi su un fatturato pari a circa 370 milioni di euro, in crescita dai 338 milioni del 2017, grazie in particolare al traino rappresentato dall’andamento dei prezzi dei prodotti e per l’aumento dei volumi venduti. 

Nicola Capuzzo

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