APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
21/03/19 11:34

L’Australia pronta a scommettere sul GNL italiano: offerta per la metà di OLT

Il fondo First State Investment di Sydney sarebbe prossimo a rilevare dalla tedesca Uniper il 48,24% della società che gestisce il rigassificatore di Livorno

A pochi giorni di distanza dall’annuncio di un prossimo allargamento del business – alla tradizionale attività di rigassificazione, entro 2 anni, si aggiungerà l’offerta di servizi di small scale GNL e in particolare di bunkeraggio per navi alimentate a gas naturale – è emersa sui media (prima tedeschi e poi italiani) un’indiscrezione che vedrebbe il fondo australiano First State Investments ormai prossimo a rilevare la quota detenuta dalla tedesca Uniper in OLT (Offshore LNG Toscana), la società che gestisce il rigassificatorte di Livorno.

Trattativa in corso, a cui il Governo italiano starebbe dedicando particolare attenzione come confermato anche dal Sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, che ha scritto ieri sul suo profilo Twitter: “I rigassificatori sono asset strategici del Paese. Maggiore cautela e condivisione prima che siano ceduti dai tedeschi agli australiani. Il Governo faccia review preventiva prima della cessione, per rassicurare tutti sulla sicurezza nazionale”.

Al netto del tono, e del richiamo alla ‘sicurezza nazionale’, l’approvvigionamento energetico è considerato certamente un settore strategico, motivo per cui la FSRU Toscana, come gli altri rigassificatori (Rovigo e Panigaglia) sono stati inseriti in una lista di asset su cui il Governo – ricorda la Reuters – si è riservato un ‘golden power’, ovvero il diritto di imporre particolari condizioni ad un eventuale cessione delle quote, fino alla possibilità di bloccare l’intero deal.

Al momento, comunque, secondo l’agenzia di stampa britannica – che cita tre fonti confidenziali – l’operazione non sarebbe ancora stata finalizzata, ma First State, che è la divisione di asset management della Commonwealth Bank of Australia (CBA), è ormai prossima a formulare la sua offerta vincolante per rilevare il 48,24% di OLT in mano a Uniper, che da un paio d’anni ormai aveva iniziato a sondare il mercato per uscire dall’azionariato del terminal toscano e concentrarsi sullo sviluppo di strutture analoghe in patria. L’unico dettaglio economico emerso finora, riguardo la trattativa, è relativo al valore complessivo attribuito a OLT, che sarebbe pari a circa 800 milioni di euro.

Se quindi tutti gli osservatori danno ormai per scontato, o comunque per molto probabile, un esito positivo per questo deal, il fattore veramente determinante sarà costituito dalle intenzioni dell’altro azionista di peso della società, ovvero Iren, che detiene il 49,07% di OLT (il restante 2,69% è in mano al gruppo marittimo norvegese Golar LNG). La multiutility italiana dispone infatti di un diritto di co-vendita: avrebbe cioè la facoltà di vendere al compratore della quota di Uniper anche la sua metà di OLT.

Se ciò avvenisse, a quel punto il rigassificatore di Livorno diventerebbe interamente controllato da un gruppo estero, ipotesi che evidentemente – in base alle cronache di questi giorni – avrebbe messo in allarme i palazzi romani, sempre più convinti del ruolo strategico che i flussi internazionali di gas giocheranno nella definizione degli equilibri geopolitici internazionali.

Va tuttavia ricordato che, mentre il rigassificatore di Panigaglia è interamente controllato dalla società pubblica Snam, Adriatic LNG, la società che opera il terminal offshore di Rovigo, vede invece come azionista di riferimento il gruppo americano Exxon Mobil con il 70,7%, affiancato da Qatar Petroleum con il 22%, e da Snam con il 7,3%.

 

F.B.

TAG : gas
Stampa