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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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19/02/20 19:19

Funivie, lavoratori e impianti ‘aggrappati’ ad un disegno di legge

Saltati tutti gli emendamenti. Per la cassa integrazione agli 87 dipendenti e lo stanziamento di 4 milioni per ripristinare gli impianti resta ancora viva una speranza

Aggrappati ad un disegno di legge, dopo che i vari emendamenti che erano stati presentati in Commissione alla Camera sul tema sono stati tutti bocciati con scambio di accuse al vetriolo fra centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) e maggioranza (in particolare Partito Democratico e Italia Viva). È questa la situazione che sta vivendo Funivie, l’azienda che si occupa di trasportare – tramite nastri trasportatori e due linee funiviarie – le rinfuse sbarcate nel porto di Savona sino ai parchi-deposito di San Giuseppe di Cairo, al di là dell’Appennino Ligure.

Come noto, l’attività dell’azienda è ferma dallo scorso novembre, quando una frana sul lato mare della stazione di San Lorenzo aveva reso inservibili due piloni della linea funiviaria. Una situazione che aveva addirittura spinto Paolo Cervetti, Amministratore Delegato di Funivie e dell’intero gruppo Italiana Coke, ad annunciare formalmente e a sorpresa l’intenzione di recedere dalla concessione, che altrimenti sarebbe andata a scadenza naturale nel 2032. 

In questo contesto, gli 87 lavoratori hanno ormai smaltito le ferie arretrate e adesso aspettano un sostegno al reddito, una sorta di ‘cassa integrazione’ che non sarebbe prevista per questo genere di attività che di fatto appartiene alla sfera del trasporto pubblico locale, mentre sul tavolo ci sono anche 4 milioni di euro che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva individuato per rimettere in servizio la linea funiviaria e quindi consentire la ripresa dell’attività. Tutte soluzioni che erano contenute in diversi emendamenti presentati in commissione alla Camera che sono stati, appunto, bocciati, fra i veleni incrociati della politica.

A questo punto le uniche speranze dei lavoratori sarebbero dovute essere riposte in un colpo di reni in extremis della maggioranza all’interno dello stesso Milleproroghe, che deve essere approvato entro la fine del mese e molto probabilmente così accadrà, anche se con un voto di fiducia. Oggi, però, il nuovo colpo di scena: il Partito Democratico ha infatti annunciato di aver depositato in Senato un disegno di legge che contiene sia la previsione della cassa integrazione per gli 87 lavoratori, sia lo stanziamento da 4 milioni di euro per ripristinare l’impianto, a firma di Franco Vazio, Roberta Pinotti e Vito Vattuone, che hanno anche chiesto che il testo venga trattato e votato in Commissione in sede redigente, quindi senza passare dal voto dell’Aula.

Una volta risolta la questione legata al reddito dei lavoratori, senz’altro la più impellente, resteranno sul tavolo tutte le altre grane relative a questa delicata situazione, a partire dalla ‘patata bollente’ rappresentata dall’intenzione manifestata dall’azienda di risolvere anticipatamente la convenzione in essere. Una ‘carta’ giocata dall’azienda che potrebbe essere la chiave per arrivare ad un modello di governance sostenibile, coinvolgendo anche altri soggetti. Nel corso dell’ultimo incontro al MIT Funivie aveva infatti ventilato fra le righe la possibilità di coinvolgere, in questo senso, anche l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

P.R.

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