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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/03/19 09:31

È Marina Rimini l’ultimo cliente di Solaris Acquae

Anche il porto turistico romagnolo sceglie la dissalazione ad osmosi inversa, una soluzione esclusiva, specialità della casa dell’azienda di Padova

“Possiamo finalmente dire che Marina di Rimini utilizzerà 80 m3/giorno di acqua a Km zero, proveniente dal mare, dissalata attraverso la nostra Osmosi Inversa”.

Con questo annuncio entusiasta Tobago Srl annuncia l’acquisizione di un nuovo cliente del gruppo Solaris Aquae-Tobago.

Coi suoi 662 posti barca e uno specchio d’acqua che supera i 100.000 metri quadrati, la Marina è il nuovo gioiello dell’Adriatico, frequentato dagli amanti della vela e del diportismo. Vi si accede attraverso il vecchio porto canale che permette alle imbarcazioni di entrare in qualsiasi condizione del mare. Il fondale è di 4 metri sul medio mare e la marea ha un’escursione media di circa 63 cm, adatto quindi anche alle barche di grandi dimensioni.

“L’acqua utilizzata all’interno della marina romagnola sarà dissalata e purificata grazie alla nostra nuovissima tecnologia di dissalazione Solaris Aquae, che sempre più marine e porti turistici stanno valutando per il loro utilizzo interno” spiega ancora la società di Padova, realtà strutturata e commercialmente affermata, attiva dal 2009 nella gestione finanziaria di investimenti in campo energetico, green business e rinnovabili, enunciando gli atout del proprio prodotto.

“I vantaggi sono di ordine economico: l’acqua costa molto meno rispetto alle tariffe dei gestori. Ed ecologico, infatti il sistema produce acqua senza limiti e senza l’utilizzo di aggiunte chimiche, contrastando i problemi dovuti al fenomeno della ‘water scarcity’. Questo è un bel messaggio da trasmettere anche ai clienti, che capiscono quanto la marina dove soggiornano ha cura e rispetto dell’ambiente, e quanto il territorio sia tutelato”.

Tobago si rallegra di questa ‘win-win’ strategy tutta tricolore. “È bello poter parlare di porto turistico italiano che si avvale di una tecnologia avanzata Made in Italy al 100%, perché chi come noi crede che l’Italia debba puntare sull’ingegneria e sul turismo, capisce quanto possiamo migliorare i servizi e l’accoglienza nel rispetto dell’ambiente puntando su nuove tecnologie. C’è da aggiungere che il bacino del Marina è dotato di un sistema di riciclo forzato delle acque in grado di assicurare il ricambio dell’acqua in sole 72 ore. Quindi la sinergia con la dissalazione risulta ancora più vincente e la Marina di Rimini si conferma come un esempio virtuoso di capacità di fare turismo nel massimo rispetto dell’ambiente”.

L’expertise di Tobago è storicamente fondata sullo sviluppo, la costruzione e la gestione dei grandi impianti di produzione di energia rinnovabile. La società patavina, guidata dal dinamico CEO Carolina Franceschini, investe e gestisce direttamente in progetti ‘green’ ad ampio raggio: biogas, fotovoltaico e progetti di trattamento acqua.

Quello della dissalazione ad osmosi inversa, tecnologia Solaris Aquae, grazie alla quale si può ottenere acqua potabile direttamente dal mare, risulta sicuramente tra i progetti più interessanti degli ultimi anni.

“In pratica questa nuova generazione di dissalatori, gode di un nuovo approccio tecnologico basato sul risparmio e sulla affidabilità” spiega Franceschini a Ship2Shore. “Affidabilità dell’assistenza e della manutenzione in primo luogo. Infatti il sistema opera in telecontrollo ed è sempre connesso alla Centrale che rimane attiva 24/7, per controllare i parametri di funzionamento e garantendo assistenza tempestiva. La connessione è in radiofrequenza, con tecnologia M2M (machine to machine). Oltre tutto, questa innovazione consente a chi compra l’impianto di godere dei vantaggi fiscali dell’iper ammortamento per l’Industria 4.0.

La novità sta anche nel fatto che l’acqua prodotta dalla dissalazione non è ‘solamente’ potabile, ma anche purificata completamente e può essere lavorata con elettrolisi per abbattere il biofilm della legionella; tutto questo senza alcun additivo chimico”.

L’imprenditrice veneta sottolinea che nell’industrializzazione di questo sistema si è puntato all’efficientare le componenti dell’impianto, in modo da mantenere bassi consumi.

“Le moderne tecnologie utilizzate permettono di ottimizzare il dispendio energetico per la produzione a m3 di acqua, che si riduce del 70% rispetto alle tecnologie precedentemente presenti sul mercato. Tale risparmio energetico, chiaramente incide sul costo dell’acqua: il sistema infatti può essere venduto come impianto o si può fare una sorta di noleggio operativo, modulato sull’acquisto dei m3 di acqua. Questa seconda modalità di acquisto, viene definita in gergo tecnico come BOOT (build own operate transfer)”.

Franceschini ricorda come oggi molte marine scelgano questa opzione perché la spesa idrica rimane molto alta, se non altissima in alcune zone d’Italia: certamente risparmiare sul costo dell’acqua consumata senza nessun investimento, rimane un’alternativa irrinunciabile.

“Altre Marine come ad esempio Pescara, invece hanno preferito acquistare direttamente il nostro dissalatore, per autoprodursi acqua potabile in totale autonomia. Il dissalatore è compatto, è pensato per essere plug and play, occupa fino alla metà dello spazio necessario al più compatto sistema convenzionale di pari capacità produttiva. Questo significa che normalmente non risulta difficile trovare lo spazio idoneo e la soluzione tecnica più favorevole per l’installazione del dissalatore a supporto delle attività commerciali turistiche del nostro litorale. Saper sfruttare le nuove tecnologie e lavorare sul risparmio energetico e idrico, è importante per l’economia e la crescita del turismo.Ricordiamoci che il nostro paese è circondato dall’acqua e forse non ha sempre senso far arrivare l’acqua dai monti, quando si può averla a km zero” conclude la numero uno di Tobago Srl.

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