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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/03/19 09:37

Dalla flessibilità un’opportunità per la transizione energetica tricolore

Pelotti (Accenture) lancia il monito: “sistema elettrico italiano sotto stress; se non si cambia registro, tra 10 anni fabbisogno non soddisfatto”

Nei prossimi anni il sistema elettrico italiano dovrà affrontare una profonda trasformazione.

Le infrastrutture esistenti dovranno evolversi in considerazione di due fattori principali: l’aumento dei consumi (dovuto soprattutto alla diffusione della mobilità elettrica e delle pompe di calore) e il maggiore impego delle fonti rinnovabili non programmabili che, quindi, non possono variare la loro produzione in base alla richiesta di energia

“In pochi anni il sistema elettrico italiano sarà messo sotto stress e, senza cambiamenti radicali, nel 2030 la domanda potrebbe non essere soddisfatta: il rischio è che si creino picchi di domanda che in alcune ore potrà essere significativamente superiore alla capacità installata (fino a 1700h/anno, pari al 19% del totale) con un gap da 6 a 16 GW” dichiara Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture in Italia.”

Ma tale scenario rappresenta anche una grande opportunità per il sistema Italia, se correttamente sfruttato.

“Se si riuscirà ad attuare una programmazione che coinvolga l’intero ecosistema in gioco, la capacità energetica extra potrà essere ricavata dall’utilizzo di un mix di fonti di flessibilità, anziché da un aumento della capacità installata” spiega il portavoce di Accenture, che al XIX Workshop Annuale sulle Utility organizzato con Agici ha presentato lo studio “Flessibilità: un’opportunità per la transizione energetica”.

“Anche il calo della capacità termica in esercizio per il potenziale ‘phase-out’ del carbone avrà un impatto negativo sull’intero sistema. Il periodo più critico potrebbe essere quello invernale, sia a causa della ridotta produzione di energia fotovoltaica, sia per il maggior utilizzo dei dispositivi di riscaldamento; le ore 18:00 dei giorni feriali rappresentano l’orario di maggiore stress della rete, in corrispondenza di un maggior numero di veicoli elettrici messi in carica”.

Per simulare l’evoluzione del mercato elettrico italiano al 2030, Accenture ha personalizzato un modello proprietario, che simula prelievi e immissioni orarie nel sistema elettrico, con l’obiettivo di definire il livello di flessibilità necessario a mantenere il sistema stabile; tale modello considera la domanda oraria dei prossimi anni e la produzione - sia da fonti rinnovabili che da fonti tradizionali - per identificare eventuali gap in termini di surplus di energia e/o mancanza di capacità.

Per l’Italia sono stati considerati quattro scenari – tutti contemplano il phase-out del carbone a partire dal 2025 - che combinano diversi livelli di domanda di energia elettrica (alto e basso) e di diffusione delle fonti rinnovabili (alto e basso). I quattro scenari:

Scenario “High Inertia”: uno scenario inerziale che include una moderata crescita degli impianti rinnovabili e un aumento di auto elettriche (4,2mln al 2030) e pompe di calore;

Scenario “Renewable” che, all’aumento di domanda dello scenario “High Inertia”, affianca una crescita sostanziale degli impianti rinnovabili, come da Strategia Energetica Nazionale;

Scenario “Energy Intensive” che, alla moderata crescita degli impianti rinnovabili dello scenario “High Inertia”, affianca una crescita sostanziale delle auto elettriche (6,5mln al 2030) e un leggero aumento dei consumi dovuto all’aumento del GDP (CAGR: 0,98%);

Scenario “Greenest”, che include una crescita sostanziale degli impianti rinnovabili, come da Strategia Energetica Nazionale, una crescita sostanziale delle auto elettriche (6,5mln al 2030) e un leggero aumento dei consumi dovuto all’aumento del GDP (CAGR: 0,98%).

Le principali fonti di flessibilità possono essere: l’impiego di batterie di accumulo e l’utilizzo di servizi di demand response, la possibilità di sfruttare sinergie con la rete gas tramite Power to X (come la produzione di idrogeno e/o metano sintetico a partire da fonti energetiche rinnovabili), l’utilizzo di pompaggi con la costruzione di nuovi bacini, l’impiego degli impianti a gas esistenti.

“È importante pianificare la transizione energetica a livello di sistema, in base alle peculiarità della struttura energetica italiano, come l’elevata dipendenza energetica; gli sbilanciamenti e le congestioni di rete tra le varie aree geografiche; la presenza di una capillare rete gas che può essere adoperata come sistema di accumulo. Tale cambiamento richiederà lo sviluppo di nuove capabilities, l’implementazione di tecnologie all’avanguardia e la creazione di diversi modelli di business, che avranno forte impatto sull’intero ecosistema energetico, dagli operatori di rete fino alle società di vendita e ai regolatori”.

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