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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/02/19 12:45

Con le sanzioni USA l’Italia ha azzerato l’import di petrolio dall’Iran

Nonostante l’esenzione temporanea, i dati dell’Unione Petrolifera confermano che il nostro Paese ha smesso di comprare greggio da Teheran, di cui era il primo acquirente europeo

L’esenzione, temporanea, dagli effetti delle nuove sanzioni USA nei confronti di Teheran non è bastata a rassicurare l’Italia, che – da quando il nuovo ‘embargo’ statunitense è entrato in vigore – ha completamente azzerato le importazioni di petrolio iraniano, di cui il Belpaese è sempre stato uno storico e importante acquirente, il primo in Europa per volumi.

Come noto, dallo scorso 5 novembre è formalmente in vigore il nuovo regime sanzionatorio voluto dal Presidente USA Donald Trump nei confronti dell’Iran, ma l’Italia, insieme ad altri 7 Paesi (Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Grecia, Taiwan e Turchia) ha ottenuto un’esenzione, ancorché relativa soltanto all’import di petrolio e circoscritta a 6 mesi.

Una possibilità che però gli importatori del Belpaese, evidentemente, hanno deciso di non sfruttare, come aveva denunciato alcuni giorni fa, parlando all’agenzia stampa nazionale ISNA, il Ministro iraniano del Petrolio Bijan Zanganeh, palesemente contrariato da questa scelta italiana e dall’analoga condotta tenuta dalla Grecia. I due Paesi – ha dichiarato Zanganeh – “hanno ottenuto un’esenzione dagli Stati Uniti, ma non stanno comprando petrolio dall’Iran e non rispondono alle nostre domande a riguardo. Nessun Paese europeo al momento sta importando greggio iraniano, esclusa la Turchia”.

Una circostanza, quella svelata dal membro dell’esecutivo di Teheran, che ora trova conferma nei dati appena diffusi dall’Unione Petrolifera, relativi proprio all’import italiano di petrolio durante tutto il 2018.

Lo ‘stop’ è immediatamente evidente: se da gennaio a ottobre dello scorso anno il nostro Paese aveva acquistato quantità mensili di greggio iraniano oscillanti tra 361.000 tonnellate (settembre) e 861.000 tonnellate (agosto), a novembre (quando le sanzioni sono entrate in vigore) e dicembre il volume è stato pari a zero. In totale, in tutto il 2018, l’Italia ha importato circa 6 milioni di tonnellate di greggio dall’Iran, cifra che resta significativa (il 9,7% sul totale delle importazioni di petrolio), ma che costituisce un calo del 35,3% rispetto al volume dello scorso anno.

L’Italia è sempre stata un cliente importante per Teheran, il primo a livello europeo, e nel 2017 aveva importato quasi 10 milioni di tonnellate di petrolio iraniano, il 14% del totale, valore che rendeva il Paese degli ayatollah il secondo fornitore, dietro solo all’Azerbaijan (18,7% del totale).

Nel 2018, invece, l’Iran – in ragione di questo blocco dell’import iniziato a novembre – ha perso parecchie posizioni attestandosi solo al 5° posto nella classifica dei fornitori, in un contesto di contrazione complessiva: lo scorso anno, infatti, l’Italia ha importato in totale 62 milioni di tonnellate di petrolio, il 6,5% in meno rispetto al 2017.

Al vertice della classifica resta l’Azerbaijan, con il 19% del totale, seguito da Iraq (14,9%), Arabia Saudita (11,7%), Libia (10,1%) e poi Iran (9,7%).

E’ evidente, quindi, che per qualche ragione l’Italia ha deciso di non sfruttare i 6 mesi di moratoria dalle sanzioni, concessi degli USA, e ha smesso di importare petrolio iraniano immediatamente dopo l’entrata in vigore del nuovo embargo americano. Scelta che ha visibilmente irritano il Governo di Teheran.

 

Francesco Bottino

TAG : commodities
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