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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/11/15 17:31

Bunkeraggio di LNG: Livorno studia la fattibilità

Servirebbero due milioni e mezzo di investimento e poco più di un anno di tempo per riadattare il rigassificatore di OLT

FSRU_Toscana FB

Ipotizzata già oltre un anno fa dalla stessa società di gestione OLT Offshore Toscana LNG (i cui principali azionisti sono Iren ed E.On con il 46,79% ciascuno), una parziale riconversione del raigassificatore di Livorno ad attività di ‘small scale LNG’, ovvero distribuzione tramite bettoline del gas ancora liquido destinato ad usi diversi da quello originario dell’immissione nella rete energetica nazionale, ha riscontrato l’interesse concreto dell’Eni ed è stata inserita tra i punti cardine dello schema di ‘Strategia Nazionale sul GNL’ elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico la scorsa estate.

In attesa di capire come evolveranno i piani dell’esecutivo e come si muoverà concretamente il colosso energetico di San Donato Milanese, che ha aperto un dossier analogo anche a Marghera, OLT Offshore LNG Toscana sta studiando come attrezzare la FSRU Toscana, ormeggiata al largo delle coste labroniche, per consentire di affiancare alla preminente attività di ricezione e rigassificazione del combustibile destinato all’immissione nella rete nazionale, anche attività di rifornimento di piccole gas carrier che trasporterebbero poi l’LNG, ancora allo stato liquido, in depositi costieri. Da lì entrerebbe poi in gioco l’Eni, che ha programmato di adattare con un investimento di 10 milioni di euro il suo deposito Costiero Gas Livorno, oggi utilizzato esclusivamente per lo stoccaggio di GPL.

Nell’ambito del progetto europeo Sea Terminals, cofinanziato con fondi TEN-T per la sperimentazione di tecnologie innovative a basso impatto ambientale nei porti di Livorno e Valencia – OLT ha infatti commissionato al RINA e alla sua controllata d’Apollonia uno studio di fattibilità che prende in considerazioni i passaggi tecnici e burocratici necessari ad attivare servizi di ‘small scale LNG’ e di bunkeraggio navale.

In base a quanto appreso da Ship2Shore, il report fissa innanzitutto gli orizzonti temporali, ritenendo necessari (dal momento di avvio effettivo della ‘trasformazione’) circa 6 mesi per la progettazione esecutiva e l’iter autorizzativo, più un ulteriore semestre per le operazioni di appalto e di installazione della strumentazione necessaria. Il tutto per un costo complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro.

Una volta eseguiti tali interventi, la cui entità appare complessivamente modesta, la FSRU Toscana sarebbe in grado di ricevere e rifornire di LNG stato liquido piccole gas carrier con portata compresa tra 1.000 e 7.500 metri cubi, lunghe indicativamente tra 60 e poco più di 100 metri, capaci – a seconda della caratteristiche – di caricare dai 250 ai 900 metri cubi di combustibile all’ora. Queste unità, nella visione progettuale che sta alla base dello studio, dovrebbero fare la spola tra il rigassificatore e i depositi costieri nel porto di Livorno, e in un futuro potrebbero rifornire anche le navi alimentate a LNG (quando tale sistema di propulsione diventerà una realtà diffusa) ormeggiate alle banchine labroniche.

Esaurito l’aspetto tecnico lo studio analizza anche i numerosi passaggi autorizzativi necessari per ampliare la destinazione d’uso della FSRU Toscana, che per il momento non prevede attività riferibili alla definizione di ‘small scale LNG’.

Oltre a verifiche degli aspetti fiscali, con l’Agenzia delle Dogane, e di sicurezza marittima con la Capitaneria di Porto e con il Comitato Tecnico Regionale, un eventuale integrazione del perimetro di attività del terminal verrebbe sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) da parte del Ministero dell’Ambiente, e dovrebbe essere comunque inserita da parte del Ministero dello Sviluppo Economico nel Decreto Ministeriale di costruzione ed esercizio del rigassificatore, tramite apposita modifica dello stesso.

Un iter burocratico lungo e complesso, che potrebbe essere però semplificato tramite l’istituzione della Conferenza dei Servizi unica presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Francesco Bottino

TAG : gas
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