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Issue no. 2 - 12 January 2009
Shipyards
Esami di riparazioni per i cantieri orientali
Finito il boom turco delle nuove costruzioni, Besiktas progetta il piu' grande cantiere del Mediterraneo, mentre in Cina si battezza un bacino galleggiante da record
Poco dopo che la Chamber of Shipping turca aveva reso noto uno studio secondo cui negli ultimi mesi i cantieri turchi avrebbero assistito a 73 cancellazioni e a 87 posposizioni di ordini, delineando un apocalittico scenario di fallimenti, fusioni forzose e licenziamenti, la testata locale Today’s Zaman ha pubblicato una notizia di segno decisamente opposto.
Secondo quanto riportato dal quotidiano di Istanbul, infatti, il Gruppo Besiktas, uno dei maggiori operatori di shipping del paese, sarebbe in procinto di completare le procedure burocratiche necessarie all’avvio dei lavori di costruzione di un nuovo cantiere navale, destinato a diventare il piu' grande sito per riparazioni del bacino del Mediterraneo.
Il nuovo impianto dovrebbe essere costruito nella cosiddetta Adana-Yumurtalık Free Trade Zone, un’area del sud del paese, quasi al confine con la Siria, che gode di particolari agevolazioni fiscali.
Today’s Zaman ha anche riportato alcune dichiarazioni di Ihsan Kalkavan, presidente del Gruppo Besiktas, in base a cui entro pochi giorni dovrebbe arrivare l’autorizzazione ambientale (l’equivalente della nostra VIA), dopodiche' in febbraio o marzo cominceranno i lavori.
Il cantiere occupera' una superficie a terra di 100.000 mq, con uno specchio acqueo di 300.000 mq, e sara' dotato, fra l’altro, di due mega-bacini da 400 x 70 metri e 350 x 70 metri, che permetteranno di ospitare anche le piu' grandi petroliere in servizio e addirittura, secondo il tycoon turco, le portaerei e di operare su oltre 100 navi annualmente (400.000 dwt).
Dall’inizio dei lavori la costruzione del cantiere, destinato a dar lavoro a 3.000 persone una volta a regime, richiedera' tre anni e un investimento di circa 100 milioni di dollari, che Besiktas dovrebbe essere in grado di attingere dalle proprie risorse.
Contattato direttamente Ihsan Kalkavan non ha confermato ne' smentito la notizia, che sembra tuttavia ben collimare con la succitata crisi dell’attivita' di costruzione dei cantieri turchi e con la rinnovata attenzione di questi, chiusosi il boom newbuildings degli ultimi anni, per la piu' tradizionale attivita' di riparazione.
Un business che sembra essere tornato appetibile anche per i cinesi. China Shipping Industry, infatti, poche settimane fa ha inaugurato il piu' grande e tecnologico bacino galleggiante del mondo.
Disegnato dal Shanghai Merchant Ship Design & Research Institute e costruito internamente con un investimento di oltre 580 milioni di Yuan (circa 62 milioni di Euro), la vasca, denominata Zhonghai Emeishan, e' entrata in funzione presso i cantieri China Shipping Industry dell’isola di Changxing.
Lungo 410 metri, largo 82, profondo 28 e con una capacita' di sollevamento di 85.000 tonnellate il bacino garantira' una capacita' annua di 160 navi in riparazione.
I tempi in cui le produzioni di nuove unita' la titano, procedere a lavorare sulle flotte esistenti diventa un’atout essenziale per la sopravvivenza…

Andrea Moizo
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Year XI, n. 15
Genoa, 14/4/2014
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